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Spopola la tenda iperbarica, l’esperto: «È pericolosa»

Lina Senserini
Spopola la tenda iperbarica, l’esperto: «È pericolosa»

Non ha niente a che vedere con la camera ospedaliera ma viene spacciata  come un toccasana: e non lo è  Ecco il perché  

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Grosseto. C’è una nuova moda che spopola tra gli atleti di alto livello, da Bebe Vio, a Romelu Lukaku, a Mauro Icardi, e i personaggi dello spettacolo, come il cantante Justin Bieber. La tenda iperbarica “domestica”, che nulla a che vedere con la camera iperbarica ospedaliera, ma che i produttori e distributori pubblicizzano come toccasana per la riattivazione dei meccanismi metabolici tramite l’immissione di ossigeno puro nel sangue, durante la permanenza all’interno. Salute o business che sia, la costosa apparecchiatura (si va dai 10-20mila euro agli 80mila per i modelli più sofisticati), può nascondere in realtà seri pericoli per chi la usa, oltre a non essere supportata da evidenze scientifiche sui benefici che dovrebbe apportare.

A mettere in guardia sull’uso della tenda, che peraltro non è un dispositivo medico, è Paolo Tanasi, specialista in medicina iperbarica e subacquea, per 10 anni responsabile della camera iperbarica di Grosseto, dove alcune settimane fa è stato salvato lo scrittore Valerio Massimo Manfredi. Tanasi non ha dubbi che quello della tenda sia un “fenomeno commerciale”, un business ad alto rischio per uno strumento che non ha alcuna proprietà terapeutica. «La tenda iperbarica non ha niente a che vedere con la camera iperbarica – spiega Tanasi – perché usa ossigeno alla stessa pressione dell’esterno. L’ossigeno che respiriamo viene trasportato dai globuli rossi nei tessuti del nostro corpo nella stessa quantità, in tutte le situazioni. Poiché nella camera iperbarica ha una pressione aumentata, si scioglie nella parte liquida del sangue che a quel punto contiene una grande quantità di ossigeno, molto di più di quello trasportato dai globuli rossi, sviluppando capacità terapeutiche antinfiammatorie, riparatorie, antibiotiche, che i globuli rossi in condizioni normali non hanno. Un po’ come una bottiglia di spumante, che chiusa contiene un liquido “fermo”, ma che quando si stappa mostra milioni di bollicine che compaiono dal nulla e corrono verso il collo. La tenda iperbarica tanto pubblicizzata – aggiunge – è solo un guscio in cui si respira ossigeno alla stessa pressione dell’esterno, che dunque non si scioglie nella parte liquida del sangue e di conseguenza non ha alcuna proprietà farmacologica. Anzi, è un ambiente carico di ossigeno libero che può essere pericoloso». La terapia iperbarica, inoltre, ha specifici protocolli terapeutici e di sicurezza che garantiscono gli effetti curativi e farmacologici dell’ossigeno, ma soprattutto la sicurezza e il benessere dei pazienti. Le camere iperbariche sono sottoposte a controlli da parte degli enti preposti che ne certificano la sicurezza. «La tenda reclamizzata– conclude Tanasi – è una solo molto costosa, non apporta nessun beneficio ai pazienti, non ha nessuna evidenza scientifica né controlli di sicurezza». —

Lina Senserini

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