Il Tirreno

Grosseto

il contenzioso 

Farmacie comunali, accordo sul comitato anti Covid

Massimiliano Frascino

L’organo è stato costituito  ma rimane da sciogliere il nodo  sul contratto integrativo che manca da fine 2019 E non è l’unica questione

3 MINUTI DI LETTURA





Massimiliano Frascino

grosseto. Si chiude con un accordo stragiudiziale tra Farmacie comunali e Cigl, Cisl e Uil il contenzioso iniziato a luglio 2020 sulla costituzione del “comitato anti Covid” previsto dalla legge. Nonostante questo, però, i rapporti fra il personale che lavora nelle sette farmacie comunali di Grosseto e l’amministratrice delegata Simona Laing rimangono piuttosto tesi.

A gennaio scorso i confederali, dopo che a novembre 2020 era stato trovato un accordo di massima poi lasciato a bagno maria, erano ricorsi al Tribunale di Grosseto. «Nei mesi scorsi – spiegano i segretari di Filcams Cgil Massimiliano Stacchini, Fisascat Cisl Katiuscia Biliotti e Uiltucs Uil Elisabetta Lanzoni – ci siamo trovati costretti a ricorrere al giudice del lavoro per un comportamento che, a nostro avviso, violava l’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, e rappresentava un esempio di condotta antisindacale: non aver voluto costituire un comitato anti Covid previsto dalla legge». Di fatto a partire dal lockdown di marzo tutte le misure di sicurezza a tutela del personale per la prevenzione del Covid sono state decise «in solitudine dall’amministratrice delegata – rileva Cgil – senza confronto sindacale, nonostante fosse stato più volte sollecitato».

I rapporti sarebbero talmente tesi che alle riunioni che hanno preceduto il ricorso al giudice e quelle successive per comporre l’accordo hanno partecipato il presidente di Farmacie comunali, Leonardo Lazzerini, e l’avvocato Roberto Baccheschi, ma non l’amministratrice delegata. Alla fine il puzzle si è composto, e il giudice non ha avuto bisogno di pronunciarsi perché il 26 febbraio si è arrivati a un accordo tra le parti.

«È un accordo che ci ha soddisfatti per il risultato ottenuto e per la ritrovata disponibilità aziendale – dicono i segretari di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – e che ha portato alla costituzione del comitato anti Covid composto dal responsabile della sicurezza, dalle rappresentanze sindacali aziendali e dalle organizzazioni di categoria, dal presidente, dall’amministratrice delegata di Farmacie comunali e dal medico competente».

Il comitato anti Covid ha il compito di sorvegliare il rispetto dei protocolli anti-contagio, per garantire la massima sicurezza all’intero dell’azienda, per i lavoratori e per i clienti. «È un organismo fondamentale – concludono le organizzazioni sindacali – Ci auguriamo che la sottoscrizione di questo accordo sia l’avvio di una nuova fase nelle relazioni tra le Farmacie comunali e i rappresentanti dei lavoratori».

Ma una rondine non fa primavera. I 45 dipendenti attuali, infatti, non hanno più un “contratto integrativo aziendale” dal dicembre 2019, quando è scaduto quello precedente, per l’impossibilità concreta di avviare una contrattazione. Inoltre, negli ultimi due anni, non sono stati sostituiti i dipendenti andati in pensione. E questo contribuisce a non alleggerire il clima tra lavoratori e vertici aziendali. Infine, c’è un problema relativo ai cosiddetti “servizi alla persona” che non rientrano nella categoria delle “auto analisi”: ad esempio le prove con gli stick glicemici per il diabete o gli elettrocardiogrammi. Non essendoci state finora procedute concordate su dispositivi di protezione individuali, individuazione di locali ad hoc, procedure di sanificazioni e quant’altro. Insomma, tutti elementi che concorrono a creare un clima poco sereno, coi malumori fra il personale. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera