Meteo
Affitto troppo caro e pandemia Ora al sindaco toccano le nomine
La preoccupazione della Uil: chiesto un incontro con il Comune per discutere della tutela dei lavoratori
Giulia Sili
Massa Marittima. Le dimissioni del consiglio di amministrazione della Rsa Falusi di Massa Marittima sono arrivate come una doccia fredda sui dipendenti e sulle famiglie degli ospiti.
La decisione è stata comunicata mercoledì sera, al termine di una lunga riunione. Il presidente Lorenzo Brenci, senese, già direttore di una Asp nella vicina provincia, era stato nominato soltanto a novembre 2019, dopo diversi mesi di colloqui.
Il Cda dimissionario è composto da Paolo Mazzocco della consulta Civica massetana, Maria Angela Fusi, impiegata dell’Unione di Comuni Montana Colline Metallifere, Mauro Giusti, ex sindaco di Gavorrano e Giancarlo Rossi, ex dipendente dell’Enel.
La mancata razionalizzazione degli appalti e delle ore di lavoro dei dipendenti ma soprattutto la mancata revisione dei canoni di affitto della residenza di Follonica, di proprietà regionale, sono alla base della scelta fatta dal Cda. Il gruppo guidato da Brenci avrebbe dovuto portare a termine un compito difficile che, per ammissione dello stesso ex presidente, non è stato possibile portare avanti: «Purtroppo non abbiamo mai avuto garanzie sul canone di affitto della residenza di Follonica: un canone da 117mila euro insostenibile dal punto di vista finanziario – aveva spiegato Brenci al Tirreno – Non ho potuto avere un dialogo con la Regione, più volte cercato, e in questo modo a mio parere non c’erano più le condizioni per lavorare».
La palla adesso torna al consiglio comunale, e in particolare al sindaco Marcello Giuntini che dovrà occuparsi delle nuove nomine.
L’approvazione del bilancio consuntivo del 2020 dovrà avvenire entro giugno 2021 e questi mesi saranno fondamentali. Giuntini non si aspettava che le dimissioni potessero arrivare così presto: «Si andava in quella direzione – dice – il presidente aveva difficoltà di natura professionale, nuovi impegni di lavoro che non gli consentivano di dedicarsi più alla struttura. Non mi aspettavo adesso questa decisione ma l’anticipazione è stata motivata dal Cda». Quello dell’affitto della struttura follonichese è probabilmente il tema più importante anche se i problemi della Rsa sono anche altri, come la mancata razionalizzazione degli appalti. «Il consiglio comunale aveva dato alcuni input all’istituto al momento della nomina – spiega Giuntini –tre mesi dopo è iniziata la pandemia, è stato un anno molto difficile e mi sento di ringraziale il Cda per il lavoro svolto in un momento tanto complicato».
In merito alle motivazioni che hanno portato alle dimissioni, Giuntini non si esprime: «Non commento le scelte fatte dal Cda ma i temi che avevamo posto a suo tempo rimangono validi. Voglio però dare un segnale chiaro ai lavoratori e alle famiglie: l’amministrazione vuole stare al fianco di chi lavora perché la situazione si risolva presto in modo da dare nuove certezze».
Ancora è presto per fare nomi in vista di un nuovo Cda e Giuntini afferma di essere già al lavoro per una soluzione. Non è poi escluso che possano essere tirati in ballo nomi noti, di persone che già in passato hanno fatto parte del Cda: «Devo sempre metabolizzare le dimissioni – commenta il primo cittadino – Non mi sento di escludere né di confermare niente. Al momento fare qualsiasi tipo di nome è assolutamente prematuro». Intanto nella giornata di ieri la Uil Fpl Toscana Sud Est si è detta molto preoccupata per la situazione e ha richiesto un incontro al primo cittadino «per ricevere – dicono Sergio Sacchetti e Sergio Lunghi – quelle garanzie che il Comune deve fornire rispetto ai temi della tutela del lavoro, dei lavoratori, e dei servizi assistenziali che l’Istituto Falusi eroga e che potrebbero subire pesanti conseguenze in assenza di un governo dell’ente». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
