Il Tirreno

Grosseto

Tra sanità riorganizzata, file davanti ai negozi e arcobaleni di speranza

Francesca Ferri
Tra sanità riorganizzata, file davanti ai negozi e arcobaleni di speranza

Quarantene e guarigioni, tamponi e lockdown, assembramenti e multe Cronaca di dodici mesi che hanno stravolto anche la vita della Maremma

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Francesca Ferri

grosseto. Due giorni dopo il primo caso grossetano, registrato il 4 marzo, a seguito dell’ordinanza 8 del presidente della Regione, il 6 marzo anche l’ospedale di Grosseto viene riorganizzato completamente: stop a visite, esami e interventi, a parte le urgenze. È la prima risposta della sanità al virus in un anno che ha sconvolto la vita di tutto il mondo.

A fine mese tutta la chirurgia viene spostata tra Massa Marittima e Orbetello. Intanto si contano già dieci i positivi, 47 in quarantena. Nei giorni successivi chiude la mensa della Caritas; i pasti vengono consegnati a mano. E ci sono i primi contagiati tra farmacisti e personale della sanità. Sono i giorni delle lunghe file fuori dai supermercati per entrare pochi alla volta, i giorni in cui i negozi chiudono “per scelta” sperando che possa bastare a fermare la circolazione del virus. Il 12 marzo la giunta di Grosseto finisce in quarantena, Confartigianato chiude la sede e si registrano i primi contagi in strutture sanitarie private e le prime denunce per chi viola il lockdown.

Il 19 marzo muore Onorio Ore, 86 anni, ex ferroviere di Scansano. È la prima vittima di oltre cento che il virus farà in provincia. Tre giorni dopo, primo caso Covid in una Rsa maremmana, Villa Pizzetti. In un anno moriranno in queste strutture 26 ospiti soprattutto nella seconda ondata. Due a oggi gli esposti presentati.

Il 24 marzo i primi tamponi attraverso i finestrini dell’auto. Il Misericordia diventa hub dell’Asl sud est con il San Donato di Arezzo. Pochi giorni dopo scoppia il focolaio a Monterotondo. Il 28 apre l’albergo sanitario Il Tombolo a Principina.

Il virus fa davvero paura. Se ne accorgono i medici che a metà aprile lanciano l’allarme: gli accessi al pronto soccorso sono calati del 50 per cento. Per paura del Covid si muore di arresto cardiaco. E intanto si studia il caso Isola del Giglio, apparentemente immune al virus.

La chiusura comincia a farsi sentire sulle attività. Protestano ristoratori, parrucchieri, ambulanti. Nella prima fase sono 5.300 le aziende grossetane a chiedere la cassa in deroga.

Il miglioramento delle condizioni generali dà fiducia. L’11 maggio inizia la fase 2 della sanità con il piano di de-escalation dell’ospedale. Si torna a fare visite ed esami. E ci si prepara per l’estiva, chiedendosi come organizzare le spiagge.

Il 24 maggio viene dimesso l’ultimo paziente Covid dalla terapia intensiva. A fine giugno, Genoveffa Venturi, 99 anni, viene dimessa dal reparto di malattie infettive.

L’estate inizia con la maturità attraverso schermi in plexiglass. A luglio però la doccia fredda: riapre la terapia intensiva (il 7) poi malattie infettive (il 23) per nuovi casi. Il 4 luglio scoppia una maxirissa tra ragazzini a Castiglione della Pescaia, la prima di una lunga serie con protagonisti i giovanissimi sulla costa maremmana.

A settembre, dopo un’estate di preparazione delle aule, si torna in classe, ma con mille incognite, in primis i trasporti. Quattro giorni dopo si registra il primo alunno positivo al virus, all’Argentario. Da lì non si contano i casi nelle scuole, le quarantene e lezioni da casa.

Ottobre è il mese in cui si scivola di nuovo nell’incubo. Dal 12, nel Grossetano, cominciano a risalire i contagi. A fine mese il sindaco di Campagnatico Luca Grisanti e la moglie contraggono il virus. Ne usciranno a dicembre. Il mese si chiude con l’ospedale che si prepara alla seconda ondata.

La Toscana torna in zona arancione l’11 novembre. Nel Grossetano proprio quel giorno si contano 100 contagi. Nelle settimane successive scoppiano focolai in tre Rsa: a Casale di Pari, Roccastrada, Follonica e, a dicembre, a Orbetello.

Il 15 è zona rossa. In provincia si distribuiscono le mascherine gratuite. A dicembre suscita commozione la notizia che la primaria del reparto di rianimazione Covid, Cesira Nencioni, è positiva e viene ricoverata nel suo stesso reparto. Ci resterà 20 giorni.

Eppure il virus fa meno paura, almeno per alcuni. Il 3 è record di guariti, ben 115 in un’unica giornata. E il primo weekend di shopping prenatalizio è un delirio di folla in centro a Grosseto. Dal 15 il personale della sanità può prenotarsi per la somministrazione del vaccino. Ma i morti sono ancora tanti. Il 29 dicembre la signora Luisa, 86 anni, della Rsa di Piloni, è la prima anziana a essere vaccinata. Con la fine del 2020 si spera che l’anno nuovo porti una svolta positiva. La speranza è tutta nei vaccini: a inizio febbraio l’Asl pubblica tre bandi per assumere personale che si occupi delle somministrazioni. Si cominciano a vaccinare gli insegnanti (il 14 i primi 1.000) in strutture come il cinema Aurelia Antica. Il 15 febbraio Eugenia Ocello, 87 anni, è la prima vaccinata tra gli over 80. Cosa ci aspetta adesso? Il primo accesso lo si è avuto a metà febbraio: il 16 si sono registrati i primi due casi di variante inglese in provincia, a Follonica. Il 26, primo caso di variante brasiliana, sempre a Follonica. —

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