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Spargi: «Incredibile, siamo al punto di inizio»

Lina Senserini
Spargi: «Incredibile, siamo al punto di inizio»

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Grosseto. La terapia intensiva Covid del Misericordia non è mai stata chiusa del tutto, dopo le dimissioni dell’ultimo paziente il 25 maggio. Era chiaro che altri casi si sarebbero potuti ripresentare, ma forse anche per dichiarazioni di virologi troppo ottimisti, nessuno si aspettava una seconda e terza ondata così pesanti. Per Gennì Spargi, che dal 2017 dirige la terapia intensiva a Grosseto, «è incredibile come a distanza di un anno siamo di nuovo al punto di partenza, non in termini di organizzazione delle strutture sanitarie – dice – ma di diffusione della pandemia. I positivi sono in crescita, il virus è in ripresa con nuovi livelli di criticità e c’è grande preoccupazione. A differenza dello scorso anno, ora siamo anche stanchi e il personale è a livelli allarmanti di stress. Nella prima fase avevamo tutti la speranza che con l’estate sarebbe cambiato qualcosa, che in un certo senso stava davvero andando “tutto bene” per parafrasare ciò che per mesi ci siamo augurati, ripetendolo come una formula scaramantica. Ora invece non è così».

L’enorme sforzo organizzativo per fronteggiare un evento nuovo e stravolgente all’inizio della pandemia, infatti, è inevitabilmente ricaduto sui medici, gli infermieri, gli operatori dell’assistenza, tutti messi a dura prova, soprattutto in terapia intensiva e malattie infettive. «Solo pensare che potremmo essere di nuovo al punto di riempire il reparto sta creando un grande disagio psicologico nei miei medici e infermieri – aggiunge Spargi – anche perché l’infezione da Covid-19 è molto grave, comporta ricoveri lunghi, abbiamo avuto pazienti che sono rimasti da noi oltre 70 giorni. Vediamo arrivare di continuo ricoverati che poi restano da soli, che non hanno il contatto con i parenti per quanto facciamo il possibile per alleviare il loro isolamento, che spesso purtroppo muoiono. Rivedere a novembre e di nuovo ora scene già viste è un carico psicologico pesantissimo. Basti pensare che nella prima ondata abbiamo ricoverato in tutto 35 persone. Nella seconda fase siamo già arrivati a 77 in totale e pronti ad aprire i moduli progressivi di ricovero, ciascuno con otto posti letto». —

Lina Senserini

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