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«Mufloni da salvare non da sterminare» Ambientalisti all’attacco

Andrea Capitani
«Mufloni da salvare non da sterminare» Ambientalisti all’attacco

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Andrea Capitani

MONTE ARGENTARIO. «Mufloni del Giglio da salvare, non da sterminare». Sono in molti a voler trovare una collocazione agli ungulati diversa da quella del progetto “Life Letsgo Giglio”, che prevede la rimozione delle specie aliene presenti sull’isola ed è portato avanti dall’Ente Parco Arcipelago Toscano grazie a dei fondi europei.

Per Cesare Scarfò, promotore della petizione sul sito Savegiglio.org per salvare i mufloni e arrivata a 2mila e 400 firme, bisogna trovare un’altra soluzione alla cattura o all’abbattimento.

E propone delle alternative.

«Il muflone – spiega Scarfò – ormai fa parte del paesaggio isolano. Pur disponendo di circa 1, 6 milioni di euro, non hanno avuto altre idee creative e costruttive per valorizzare questo meraviglioso selvatico sull’isola del Giglio, che è anche un’attrattiva turistica. Potrebbe essere realizzata una riserva faunistica, un vero piccolo parco dedicato ai mufloni del Giglio. In alternativa potrebbero essere mantenuti in libertà, con controllo della popolazione. Non è esatto che l’abbattimento sia l’unica soluzione per l’eradicazione dei mufloni del Giglio perché non c’è nessuno che voglia accoglierli in un’area protetta. I discendenti del professor Ugo Baldacci, fondatore della Riserva del Franco dove i mufloni vennero introdotti nel’55, si erano già a suo tempo dichiarati disponibili ad accogliere i mufloni nella loro riserva di Miemo nella Val di Cecina, e hanno confermato tutt’ora la loro disponibilità».

Altra proposta, riportata dal sito Giglionews, arriva dall’associazione animalista Irriducibili Liberazione Animale.

«Nel 2019 abbiamo sottoscritto un accordo con il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano – spiegano gli esponenti – per trasferire alcuni mufloni presenti all’interno del parco che sono sottoposti a eradicazione, salvandoli così da morte certa. Nel 2020 il progetto è partito e abbiamo trasferito i primi due esemplari al Crasm di Semproniano. I trasferimenti interessano l’intero parco e quindi anche il Giglio: se le catture andranno a buon fine potremmo salvare anche questi, ma l’accordo è limitato e non potremmo salvarli tutti. Una volta trasferiti, inserendoli in un luogo delimitato, bisogna aiutarli a mangiare e, se c’è bisogno, anche curarli. Per questo facciamo un appello a chi è interessato a contribuire a contattare l’associazione Irriducibili Liberazione Animale su Facebook, oppure all’indirizzo irriducibililiberazioneanimale@gmail.com».

Anche l’associazione lombarda Vitadacani e la Rete dei santuari di animali liberi in Italia lanciano un appello all’Ente Parco Arcipelago Toscano, al quale chiedono un incontro per proporre alternative alla cattura e all’eventuale uccisione degli ungulati.

«Da sempre contrastiamo le politiche di eradicazione adottate per eliminare quelli che vengono definitivi “alieni invasivi” – dice la presidente di Vitadacani, Sara d’Angelo – La ricchezza della biodiversità andrebbe tutelata indipendentemente dalla provenienza delle specie. Al Giglio, oltre ai mufloni, verranno catturati e uccisi anche i conigli selvatici ed eradicate piante come il Fico degli Ottentotti, che crescono rigogliose. Ma ci sono alternative come la sterilizzazione o l’istituzione di riserve dove lasciare questi animali liberi e in pace. Siamo disponibili a un confronto per trovare una soluzione rispettosa. In alternativa, insieme agli altri rifugi della Rete dei santuari di animali liberi, siamo disponibili a coordinare un piano di affidamento dei mufloni in rifugi dove possano vivere al sicuro, e intendiamo proporre alternative anche per i conigli», conclude l’associazione. –

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