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Armi e libri contabili Per il commercialista altre due condanne
grosseto. Due procedimenti fissati nello stesso giorno e davanti allo stesso giudice. Due condanne. Il commercialista Evans Capuano è stato ritenuto colpevole sia per la tenuta irregolare dei libri e delle scritture contabili di una sas, ai fini di evadere le imposte sui redditi, sia per l’omessa custodia di due pistole e la mancata denuncia di una carabina con varie munizioni.
Il giudice Marco Bilisari ha ritenuto colpevole in entrambi i casi Capuano, assistito dall’avvocato Guiscardo Allescia: per la vicenda della Berni Ezio sas, ha mitigato le richieste del pm Anna Pensabene (1 anno) e ha ritenuto equa una condanna a 9 mesi; assolta invece la coimputata Monica Giovannetti (la richiesta era stata di 9 mesi - difesa Franco Ciullini); per il fascicolo delle armi (pm onorario Massimiliano Tozzi - richiesta di 6 mesi) pena di 3 mesi di arresto. Per entrambi i procedimenti, la difesa preannuncia appello.
La vicenda armi è contestuale, dal punto di vista temporale, a quella che aveva originato il maxiprocesso concluso con la condanna: era nata appunto nel corso della perquisizione disposta dalla Direzione distrettuale antimafia. Nel suo domicilio abituale di Massa Marittima i carabinieri della Tenenza avevano trovato, quel giorno, un revolver per difesa personale Smith & Wesson calibro 38 special e una pistola semiautomatica Beretta calibro 7,65. Per queste due armi era stata ipotizzata l’omessa custodia: avrebbero dovuto essere nel caveau, come risultava dalla denuncia (maggio 2014) e di queste non risultavano denunce di smarrimento o furto. A Capuano era contestata anche la detenzione illegale di una carabina ad aria compressa non depotenziata Diana calibro 4,5 con binocolo e munizionamento (219 cartucce di cinque tipi diversi): di tutto ciò i carabinieri avevano riscontrato la mancanza di indicazione nella denuncia presentata all’Arma.
Per la Berni Ezi sas, Capuano era imputato come amministratore di fatto, socio occulto e proprietario esclusivo, Giovannetti come socia accomandataria e fittizia. Avrebbero nascosto o disrutto il libro giornale degli anni 2010-2011, il registro dei cespiti ammortizzabili (2008-2011), i registri Iva (2010-2011), le fatture attive e passive (2010-2011). In questo caso a occuparsi delle indagini era stato il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, accertamenti tra il 2014 e il 2018. — P.S.
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