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Stangata Tari da 12mila euro Chiusa 4 mesi, chiede lo sconto

Andrea Capitani
Stangata Tari da 12mila euro Chiusa 4 mesi, chiede lo sconto

Imprenditrice vorrebbe ricalcolare le quote. Intanto non pagherà l’ultima rata Il Comune: «I locali hanno avuto agevolazioni sul suolo pubblico, e tanti turisti»

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Andrea Capitani

CAPALBIO. «Stangata Tari nonostante le chiusure, chiediamo uno sconto». Sono arrivate nei giorni scorsi le ultime bollette della spazzatura inviate dai Comuni – tra cui quello di Capalbio – a ristoranti e altre attività commerciali del territorio. Tra cui anche quelle rimaste ferme per diversi mesi a causa del lockdown, come la trattoria La Vallerana che si trova nel territorio della Piccola Atene, vicino al confine con Manciano.

La titolare Tiziana Zaganella, che gestisce la struttura che in questo periodo è nuovamente chiusa a causa della zona arancione, non ci sta. Secondo lei è ingiusto pagare per un servizio anche per il periodo in cui non ne ha usufruito. L’attività è stata chiusa oltre 4 mesi. E chiede al Comune un ricalcolo delle quote dello scorso anno. «C’è molta rabbia per quello che sta avvenendo – racconta Zaganella – A fine 2020 erano arrivate le prime rate della Tari, che la mia azienda ha già pagato, per 8.040 euro. Mancava il saldo per terminare il periodo dello scorso anno e ci è arrivata un’ultima bolletta di 3. 707 euro per saldare l’anno, che non pagherò. In totale per il 2020 è stata calcolata una Tari di 11.747 euro, con uno sconto di circa 300 euro nell’ultimo saldo rispetto al 2019. Ma l’attività sostenuta non è paragonabile, perché siamo stati chiusi per più di quattro mesi. Quindi chiediamo che lo sconto, applicato nel saldo della Tari 2020, venga applicato all’intera somma annuale. Tale richiesta perché durante il 2020 la mia attività lavorativa, come quella di tanti altri ristoratori, è stata limitata come apertura a causa della pandemia. Quindi va ricalcolata la somma dovuta tenendo conto dei periodi di apertura e chiusura. Che, ricordiamo, è stata imposta dall’11 marzo al 21 maggio 2020, con ulteriori limitazioni di presenze (distanziamento) e chiusure anticipate alle 18, quindi la mole di lavoro e conseguente produzione di spazzatura è stata inferiore a quella del 2019. E ci riserviamo di dimostrare le ulteriori limitazioni subite a causa della chiusura per l’emergenza».

il comune risponde

Ma secondo il Comune di Capalbio gli aiuti ci sono stati. «Il ristorante La Vallerana ha usufruito di un’agevolazione sulla tariffa della Tari del 33,69% per la licenza del bar e non per l’attività di ristorazione – dice il vicesindaco Giuseppe Ranieri – Questo in virtù della decisione presa dalla giunta a dicembre scorso. L’amministrazione comunale a ottobre 2020 ha deciso di mantenere invariate le tariffe Tari del 2019, nonostante i maggiori costi di gestione, per ridurre l’impatto negativo della crisi sanitaria da Covid 19 sull’economia del territorio. Inoltre, per alcune tipologie di imprese costrette a chiudere durante il lockdown, abbiamo previsto robuste riduzioni. Si tratta di negozi di abbigliamento e calzature, parrucchieri, falegnami e altre attività artigianali, bar e pasticcerie, e altri che hanno potuto usufruire di questa riduzione della tariffa del 33,69%, mentre per i capannoni agricoli abbiamo ridotto la tariffa del 22,86%. I fondi messi a disposizione del Comune per applicare questa riduzione ammontano a poco più di 53mila euro, ed è stato necessario scegliere le categorie più penalizzate. Così è stato scelto di non applicare queste agevolazioni ai ristoranti, perché spesso chiusi d’inverno e per l’attività che hanno portato avanti l’estate scorsa, quando hanno potuto godere dell’afflusso di molti turisti, aumentati rispetto alle altre stagioni. Inoltre grazie all’iniziativa “Capalbio ristorante sotto le stelle” hanno usufruito gratuitamente dello spazio del suolo pubblico senza limiti». —

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