Il Tirreno

Grosseto

il termine era il 31 marzo 

Decreto Milleproroghe Rinviate (senza data) le elezioni provinciali

Gabriele Baldanzi

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GROSSETO. Le elezioni provinciali di Grosseto, che avrebbero dovuto svolgersi in questi primi mesi del 2021, sono rinviate a data da destinarsi.

La conversione del Decreto Milleproroghe ha ottenuto l’approvazione definitiva del Senato e ciò comporta anche la proroga di diversi termini legislativi, inclusi quelli sanciti per le consultazioni elettorali di secondo livello. Una vittoria per l’Unione delle Province, considerato che il relativo emendamento inserito dalla Camera dei deputati riprende, con modifiche minime, la proposta avanzata durante l’audizione in Commissione sul provvedimento. Il nuovo testo – che è molto chiaro – dispone il rinvio del termine per le elezioni dei presidenti delle Province e dei consigli provinciali, precedentemente fissato al 31 marzo 2021. A questo punto bisognerà attendere lo svolgimento delle elezioni amministrative in programma sui rispettivi territori; secondo quanto stabilito, le consultazioni provinciali dovranno iniziare “entro sessanta giorni dalla data dell’ultima proclamazione degli eletti nei Comuni della Provincia che partecipano al turno annuale ordinario delle elezioni amministrative relative all’anno 2021”, che potrebbero slittare a loro volta a settembre. Le Province che avevano già proceduto alla convocazione dei comizi elettorali – ma non è il caso di Grosseto – dovranno revocare da subito il relativo decreto.

Se si guarda il calendario si scopre che a Palazzo Aldobrandeschi sono da tempo scaduti sia il consiglio provinciale che il presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Nei giorni scorsi, in una lettera indirizzata ai presidenti di Provincia, ai segretari generali e ai direttori regionali di Upi, Michele De Pascale, presidente dell’Upi, aveva auspicato proprio questa soluzione.

La data per le nuove elezioni provinciali resta però incerta, fluttuante. Visto che le amministrative sono in programma, al momento, tra maggio e giugno, le Provinciali slitterebbero a 60 giorni dalla proclamazione degli eletti, cioè a fine estate. In caso di rinvio, per la Provincia si andrebbe a fine anno. Un quadro complesso con il rischio di accavallamenti. D’altra parte, è vero che il voto per un organismo decisamente declassato dalla legge Delrio non è una priorità, ma la data delle consultazioni modificherà senza dubbio gli equilibri in campo. –

Gabriele Baldanzi

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