Il grido dall’allarme dei commercianti «Tari, utenze e affitti: il Comune ci aiuti»
Domani a Grosseto la manifestazione del settore messo in ginocchio dalle chiusure, annunciate sempre all’ultimo
Francesca Gori
follonica. Massacrati dalle spese, senza soldi in cassa e con una prospettiva che giorno dopo giorno si fa sempre più nera. È la fotografia della crisi, scattata dai commercianti della città del golfo: domani, una rappresentanza sarà a Grosseto, per la manifestazione indetta da Confesercenti e Ascom Confcommercio per ribadire che loro sì, possono anche restare chiusi, a patto però che i rimborsi siano sufficienti per andare avanti. Il nocciolo della questione è uno: mancano i soldi per pagare i dipendenti, mancano le prospettive per assumere gli stagionali. «In questo modo – dice Laris Manganelli, vicepresidente del Ccn e uno dei proprietari del Marine Sport – il problema diventerà sociale. Fino a ora noi imprenditori abbiamo pagato la differenza tra la cassa integrazione, quando è stata versata, e lo stipendio. Ma ora non ce la facciamo più e a breve ci saranno persone che non avranno più soldi nemmeno per fare la spesa».
Se al Governo, i rappresentanti delle associazioni di categoria – Massimiliano Rossi e Laris Manganelli per il centro commerciale naturale, Alessandro Ricci, presidente di Confesercenti Follonica e Roberto Corti, presidente di Ascom Confcommercio – chiedono rimborsi immediati e adeguati ma anche sgravi sugli affitti, sulle accise delle forniture delle utenze e una puntuale organizzazione del lavoro, al posto dei Dpcm emanati la sera prima per il giorno dopo, una richiesta la fanno anche al sindaco di Follonica Andrea Benini. «L’emergenza è scattata quando il Comune era commissariato – aggiunge Manganelli – Ma ora c’è un sindaco e una giunta e da parte loro non abbiamo mai sentito vicinanza. È gratis, e sarebbe stato un bel gesto da parte dell’amministrazione, anche perché le nostre attività sono allo stremo. L’anno scorso, quando è scoppiata la pandemia, non sapevamo a cosa saremmo andati incontro. Ora lo sappiamo e abbiamo ancor più paura».
Su Follonica, dopo la scoperta del caso profilato di variante brasiliana, pende ora una spada di Damocle pesante: quella di maggiori restrizioni, che potrebbero essere decise proprio dall’amministrazione. «Restrizioni alle quali dovrebbe fare da contraltare l’aiuto dell’Ente – aggiungono i rappresentanti dei commercianti – Se il Comune ha deciso di investire un milione di euro e più per sistemare Senzuno, potrebbe utilizzare quei soldi per darci una mano a sopravvivere».
La Tari è una delle prime cose che viene in mente ai commercianti. «È vero, uno sconto c’è stato – attacca Ricci, titolare della gelateria Pagni – Ma cento euro in meno su nove mila di spesa, quando le attività sono chiuse e non producono rifiuti non è certo un aiuto per la categoria». Corti, titolare del Roses garden di Senzuno, è chiuso da mesi. Ma nonostante la zona arancione, ieri si è affacciata una donna sulla porta: «Saremmo in due, è aperto per pranzo? », ha chiesto. «Domenica mi hanno chiamato in cinque per prenotare il pranzo – dice, con la voce piena di amarezza – Ci sono persone che ancora sembrano vivere su un altro pianeta. Noi non vogliamo non rispettare le regole, non lo abbiamo mai fatto. Vogliamo solo essere avvertiti per tempo sulle aperture e sulle chiusure, per programmare il nostro lavoro. E chiediamo aiuti concreti. Qui c’è il lavoro di una vita: abbiamo retto un anno, ma ora non ce la facciamo più. Ci aspettiamo che l’amministrazione ci convochi presto, per trovare insieme le soluzioni più adeguate». –
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