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Strade disastrate in Amiata e dintorni Asea apre un dibattito sull’idea di parcheggi multiservizi e navette

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castel del piano. Migliorare le strade che conducono all’Amiata e rivede anche i trasporti dai paesi alla Vetta, aprendo il dibattito sulla possibilità di avviare un servizio di parcheggi multiservizi a pagamento con navetta per la parte alta della montagna.

L’Asea, Associazione per lo sviluppo economico dell’Amiata, presieduta da Renzo Verdi, accende i riflettori sullo stato problematico di molte strade che rendono davvero difficile salire sulla montagna e raggiungere i suoi centri abitati.

«Ci sono alcune immagini in cui l’Amiata pare un’isola, con la parte bassa avvolta nella nebbia, e solo la cima che sporge», dice l’associazione utilizzando un’efficace metafora.

«Dopo i crolli e i disagi, anche degli ultimi giorni, che hanno interessato la viabilità del nostro territorio, rischiamo di diventare isolati davvero, e rischiamo di non riuscire a ribaltare il paradigma che ci vorrebbe periferici».

Asea, fin dalla sua costituzione, ha adottato una prassi propositiva. Anche stavolta propone una rivoluzione della viabilità e della sua manutenzione, sperando che venga accolta in quello che il presidente della Regione Eugenio Giani ha chiamato “patto per l’Amiata”.

Punto primo, collegare l’Amiata e le sue aziende al resto della Toscana e al Lazio, con gli interporti che consentono alle merci di arrivare nel mondo. «La Cassia, strada regionale, deve essere oggetto di una riqualificazione rapida e complessiva che la renda nuovamente efficiente, così come il Cipressino sarebbe auspicabile trovasse una progettazione generale e veloce», dice l’associazione. Tamponare le emergenze non basta.

Quanto alla viabilità interna e la comunicazione fra i paesi della bassa montagna e con la Vetta, «i capoluoghi di comune dice l’Asea – hanno sicuramente bisogno di essere collegati in maniera efficiente, ma la parte che ha maggior bisogno di intervento è quella che collega questi ultimi con la cima dell’Amiata. Sono di poche settimane fa le immagini degli intasamenti per un eccesso di afflusso, e crediamo sia evidente come il nostro territorio non possa essere messo a rischio ancora da accessi incontrollati». Da qui a proposta dell’associazione, sul modello di quanto avviene in Trentino e sull’Appennino modenese, di avviare «un dibattito sulla necessità di parcheggi multiservizi a pagamento nella cinta dei paesi a valle», con bagni, acquisto di biglietti, informazioni turistiche, collegati con la parte alta della montagna da navette, modulabili a seconda delle effettive esigenze di presenza sul territorio». —

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