Meteo
In farmacia i vaccini Pfizer Saranno ritirati dai medici
L’Asl: «Passo fondamentale per velocizzare la somministrazione agli anziani» Intanto sono 16 i nuovi positivi. E in ospedale un altro paziente in Rianimazione
GROSSETO. Sedici nuovi casi di positività, ieri in provincia di Grosseto secondo il report dell’Asl Toscana sud est. Le persone positive in carico sono 416, si registrano 23 guarigioni e 188 i tamponi. Sono 37 i posti letto occupati al Misericordia di cui 32 in degenza Covid e 5 in terapia intensiva. Si contano dunque 3 ricoveri in più rispetto al giorno prima in cui ve n’erano 30 in Degenza Covid e 4 in rianimazione.
L’Asl Toscana sud est fa sapere che si è stretto ancor più forte il legame tra il servizio sanitario regionale e le farmacie territoriali che si dimostrano di nuovo «un decisivo snodo professionale e logistico, stavolta per la distribuzione dei vaccini Pfizer-Biontech, disponibili da oggi (ieri, ndr) in farmacia per essere ritirati dai medici di medicina generale che li somministreranno agli ultraottantenni».
Alla luce degli accordi con la Regione, anche in provincia di Grosseto «le farmacie, forti dell’organizzazione territoriale capillare, offrono il loro sostegno per velocizzare l’iter di distribuzione dei vaccini dalle sedi Asl ai medici di medicina generale – spiega Fabrizio Pianelli, presidente Federfarma Grosseto – Garantire la fornitura delle dosi a chi le somministra è fondamentale per rendere la vaccinazione degli ultra 80enni più efficiente e rapida, in previsione dell’aumento del numero di vaccinati, sempre correlato agli arrivi, e in particolare nelle nostra provincia caratterizzata da un territorio vasto e non sempre facilmente percorribile. Il sistema sta partendo, massimo impegno da parte nostra per assicurare una logistica che si adatti agli sviluppi della campagna vaccinale. Il nostro contributo dovrebbe riguardare anche l’effettuazione di tamponi antigenici rapidi e test sierologici con digitopuntura: questo sarà possibile quando le farmacie territoriali aderenti si saranno organizzate con ambienti adeguati dal punto di vista igienico-sanitario e in grado di garantire la privacy dei cittadini che vorranno usufruire del servizio».
Ma come funziona la macchina logistica che fa perno sulle farmacie?
I flaconi da sei dosi vaccinali appena decongelati del vaccino Pfizer «sono inseriti – spiega l’Asl – in un contenitore ad hoc dalle farmacie ospedaliere, e distribuiti rapidamente alle farmacie territoriali attraverso i propri magazzini distributivi. Le farmacie, rispettando la catena del freddo, conservano i flaconi vaccinali a temperatura di 2– 8 gradi fino alla consegna al medico che ne ha fatto richiesta attraverso un’agenda digitale in cui ha indicati gli ultraottantenni suoi pazienti, gli unici che per il momento hanno diritto alla somministrazione. Tutto il processo, compresa l’inoculazione del vaccino, oltre a essere eseguito a temperatura controllata, dev’essere concluso entro 5 giorni dallo scongelamento del liquido vaccinale, pena l’inefficacia. Il Covid conferma la necessità che si lavori tutti insieme – dice il direttore generale Antonio D’Urso – Le farmacie sono una maglia fondamentale di questa rete, per la professionalità degli operatori e la capillare presenza nel territorio. Se uniamo gli ospedali, le strutture territoriali e le farmacie abbiamo un’idea di quanti punti di riferimento abbiano le persone in questa fase segnata dal contagio e dalla paura di esso. Fondamentale è la disponibilità delle farmacie a essere “ponte” tra le farmacie ospedaliere e i medici di medicina generale per la somministrazione dei vaccini agli ultra 80enni. Lo sforzo di tutti è fare il massimo per garantire la fascia più debole della popolazione che ha il diritto di essere vaccinata nei tempi più rapidi possibili». –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
