Il presidio
Paola, Edi, Sara e le altre donne «Abbiamo pianto tutte insieme»
Le operaie dell’azienda di Valpiana ricordano l’annuncio della fine del loro sogno «Paolo Zazzeri era in lacrime, speravamo di poter continuare a lavorare ancora»
Giulia Sili
massa marittima. «Siamo ragazze, mamme, figlie, donne – dice Paola Vallotti, 45 anni – persone che avevano un lavoro e che adesso vivono alle spalle del compagno o della famiglia».
Paola, come le altre 35 donne della Dive System, ha fatto parte di quel piccolo grande progetto che per pochi mesi ha fatto dell’azienda di Valpiana un simbolo del rinnovamento. Durante il primo lockdown l’azienda specializzata nella produzione di pregiate mute da sub, per evitare la cassa integrazione dei dipendenti, ha convertito il proprio lavoro e si è dedicata alla produzione di tute protettive per il personale medico. Tute che all’inizio della pandemia erano diventate fondamentali ma introvabili. Un successo che aveva portato l’azienda a triplicare i dipendenti, donne per la maggior parte, specializzate nel cucito.
Ad aprile dello scorso anno è iniziato il nuovo lavoro alla Dive System e da quel momento, in pochi giorni, le richieste sono state tantissime. Il lavoro era tanto e giorno dopo giorno il personale è cresciuto: un momento splendente per l’azienda di Massa Marittima. Poi la notizia che ha gelato il sangue al titolare Paolo Zazzeri: il ritorno sul mercato delle tute arrivate dall’oriente ha portato alla perdita di uno degli appalti più importanti. In estate ciò che era diventato introvabile è tornato ad essere un prodotto disponibile sui mercati esteri, e per la Dive System, abituata a puntare sull’eccellenza delle produzioni, sono iniziati i problemi.
Il 31 agosto è una data spartiacque per l’azienda: in quel giorno il titolare ha dovuto spiegare al suo personale che il progetto in cui aveva fortemente creduto, quello che aveva portato tanti posti di lavoro in un momento così buio, aveva subito uno stop improvviso. «Da quel giorno nella stanza del cucito è calato un silenzio bestiale, agghiacciante – dice Paola – Pensavo che sarebbe andata bene, che avremmo avuto altre richieste, e invece Paolo guardandoci in faccia ci ha dovuto dire che non ci poteva più tenere. “Io non vi posso più garantire niente” ci ha detto con gli occhi lucidi. Siamo usciti tutti con la speranza di rivederci ma purtroppo è dal 31 agosto che non lavoro più, sono vecchia per il mondo del lavoro, non mi vuole nessuno».
Il lavoro dell’azienda massetana continua con la produzione di mute da sub, il prodotto di punta, e i 28 dipendenti continuano a lavorare a pieno regime per la realizzazione dei pregiati manufatti. La storia dell’azienda, però, avrebbe potuto andare diversamente: «Avremmo potuto essere quasi 40 persone in più – ha spiegato Zazzeri al Tirreno – persone che avevano trovato una propria indipendenza e con le quali mi sento costantemente. Avremmo potuto fare felici tante famiglie ma il mercato, così, non si può battere». Paola è lombarda, da tre anni vive a Massa Marittima e dal 31 agosto non ha più trovato lavoro.
Quello alla Dive System per lei è stato un impiego importante: «Erano tre anni che non lavoravo e quando ho letto di questa opportunità su Facebook ho chiamato subito – racconta – per vent’anni ho lavorato con la macchina da cucire e quindi avevo i requisiti che cercavano. Il giorno dopo ho iniziato a lavorare e sono stata felicissima, Paolo e Gioia, la sua compagna, sono le persone più buone che abbia mai incontrato, mi dispiace che sia andata a finire così». Edi Parli vive a Follonica, ha 52 anni e anche lei non ha più lavorato dal 31 agosto: «Ho lavorato per molti anni in un’azienda tessile nella zona industriale di Follonica che poi ha chiuso – racconta – anche in quel caso la concorrenza dei mercati esteri fu inarrivabile. Poi ho fatto altro, sono andata nelle cucine dei ristoranti, ho fatto la cameriera e anche le pulizie». La Dive System l’ha chiamata a fine maggio e per quattro mesi Edi ha lavorato alla produzione delle tute: «Ci ho sperato – dice – poi è andata come è andata e adesso siamo tutte a casa».
Tra le donne della Dive System c’è poi Sara Micheli che nell’azienda lavorava insieme alla mamma Cinzia e alla sorella Elena, oggi tutte senza lavoro. «Su circa 40 donne la maggior parte non ha più trovato un impiego – dice Sara, 32 anni – i proprietari dell’azienda sono stati degli imprenditori fortissimi: nel momento in cui non c’era nulla per nessuno hanno tirato su una cosa spettacolare, che andava benissimo. Erano anche riusciti a mettere d’accordo tutti ed eravamo diventate forti anche per questo motivo. Paolo era orgoglioso di quello che avevamo raggiunto. Il 31 agosto eravamo tutti in lacrime – conclude Sara – quel posto ci ha lasciato tanto anche se sono stati pochi mesi: è stata un’esperienza importante per tutti, ne sono convinta». —
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