Italia
Pizza e altre bontà nel sacchetto lasciato sul tavolo per i più bisognosi
Anna e Angelo hanno aperto Attuttapansa l’anno scorso «Non vogliamo usare app, chi ha fame è giusto che mangi»
Michele Nannini
FOLLONICA. Il sacchetto è lì sul tavolo, tutte le sere, a disposizione di chi ne avesse bisogno. È uno di quei piccoli gesti che in tempi normali passerebbero quasi inosservati, ma per mille motivi da almeno un anno i tempi che viviamo non sono più purtroppo normali; così i titolari della pizzeria Atuttapansa, in via Santini a Follonica, hanno deciso di provare a dare una mano a chi è meno fortunato di loro mettendo a disposizione i prodotti dell’attività commerciale che a fine serata rimangono sul banco.
Pizze e prodotti artigianali che magari hanno qualche ora di vita ma che non possono più essere vendute.
Iniziative simili sono sorte un po’ in tutta Italia, dal cestino sospeso nei vicoli di Napoli ai buoni o ai pasti messi a disposizione delle famiglie bisognose. Qua invece è tutto più semplice, chi si trova a passare davanti alla pizzeria dopo la chiusura o la mattina prima della riapertura può prendere quello di cui ha bisogno, in totale anonimato.
Nessuno da contattare o nessuno a cui chiedere, solo il semplice gesto di allungare la mano e prendere il necessario per sfamarsi. «Abbiamo aperto nel 2019 – spiega Anna D’Archi, titolare della pizzeria assieme al marito Angelo – rilevando l’attività che c’era in precedenza e cambiando genere. Adesso produciamo e vendiamo pizza alla pala e pizza romana alla teglia, sia a pranzo che a cena nonostante il periodo non sia dei migliori per ovvi motivi. La scelta di fare qualcosa per chi spesso non riesce nemmeno a procurarsi un pasto ci è venuta vedendo le numerose applicazioni per smartphone che si occupano di gestire gli scarti alimentari, ovvero gli eccessi di produzione di locali come il nostro. Però abbiamo deciso di fare tutto da soli, senza quindi appoggiarci ad alcuna associazione o applicazione: dopo le 21,30 quando chiudiamo la pizzeria lasciamo i prodotti invenduti in un sacchetto fuori del locale con un cartello e chiunque ne ha bisogno può prendere quello che vuole. Si tratta della produzione del giorno, che a livello commerciale non è più vendibile e non potrebbe essere rimessa nuovamente sul banco ma che è comunque fresca e commestibile perché realizzata solo poche ore prima».
L’unica scelta alternativa sarebbe quella di gettare via i prodotti ma Anna e Angelo hanno deciso di provare ad aiutare chi si trova in difficoltà. «È un’iniziativa che abbiamo fatto anche in passato – continua la donna, ormai follonichese di adozione da tanti anni – qualche volta abbiamo lasciato l’invenduto in un sacchetto sul cassonetto ma non è la stessa cosa, adesso lo lasciamo sul tavolo davanti alla pizzeria anche per far vedere che comunque l’attività è aperta, magari nei prossimi giorni ci organizzeremo con una cassetta o una scatola».
Il cuore di Follonica insomma non smette di battere per chi ha bisogno e anche iniziative come quelle della pizzeria Atuttapansa confermano che quando c’è da aiutare il prossimo la città, i suoi abitanti e il suo cuore commerciale sono pronti a mettersi a disposizione.
Perché anche un piccolo gesto come quello di lasciare un sacchetto di pizza su un tavolo a disposizione di chi ne ha bisogno a volte può fare tutta la differenza del mondo. —
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