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La meraviglia delle lucciole L’ultima mini opera firmata da Radi e Santini

La meraviglia delle lucciole L’ultima mini opera firmata da Radi e Santini

Il naturalista e il film maker documentano la bellezza della natura Pochi minuti per un format snello, appena caricato su Youtube 

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nuovo video

Non si fermano i mini documentari del naturalista Giacomo Radi realizzati insieme al film maker Federico Santini, entrambi nati e cresciuti nelle Colline Metallifere.

Pochi minuti, un format snello ma curatissimo in ogni dettaglio, in cui Radi illustra la natura che possiamo trovare vicino a noi. Sono “Diari di un naturalista” e raccolgono una serie di video nati con l’intento di far scoprire i vari aspetti della biodiversità italiana. L’ultima puntata, “Questioni di chimica” da poco caricata sul canale YouTube di Radi, è dedicata alla comunicazione degli insetti, con uno sguardo attento alla vita delle lucciole. «Per orientarsi, cercare cibo o trovare un partner sessuale gli insetti hanno messo a punto le più svariate strategie di comunicazione. Tra questi le più affascinanti sono le lucciole, che grazie a una reazione biochimica riescono a illuminare con una danza magica le notti estive», racconta Radi nel nuovo video. Ma per godere di questi ecosistemi e dei diversi organismi che li popolano, secondo Radi dovremmo avere una maggiore attenzione al verde, soprattutto in città: «Si potrebbe lavorare molto sulla cura del verde urbano – spiega il naturalista – La microfauna popola qualsiasi prato o aiuola. Anche questi ambienti possono rappresentare un luogo perfetto per insetti, ragni, millepiedi, chiocciole o lumache. Insomma un mini diorama di biodiversità. Serve però gestire il verde in modo tale da non sterminare questo piccolo patrimonio».

I pesticidi e l’inquinamento luminoso, per esempio, hanno un grande impatto sulle lucciole. «In città si potrebbe però limitare questo impatto – dice Radi – Non ovunque certo, ma basterebbe anche solo scegliere luoghi ai quali dedicare questo tipo di accortezze, selezionando con cura il periodo in cui i prati vengono rasati e il modo in cui viene fatto questo lavoro. L’erba non è una minaccia e le lucciole si riproducono alla base del prato». Il naturalista spiega che per tornare a godere della danza delle lucciole basterebbero poche accortezze: «Seguendo poche linee guida le lucciole si riprodurrebbero e offrirebbero la possibilità di ammirare qualcosa di bello – conclude Radi – A questo si potrebbero legare degli interessanti laboratori di educazione ambientale, con passeggiate serali, magari effettuate da guide. Sarebbe qualcosa di diverso che potrebbe coinvolgere le scuole in un progetto urbano». —

G.S.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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