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Megaimpianto fotovoltaico Monni: "Contrasta la legge"

Megaimpianto fotovoltaico Monni: "Contrasta la legge"

L’assessora regionale interviene sul progetto da 110 ettari di Iberdrola, in Toscana tetto di 13 ettari all’occupazione di suolo, ma la norma è impugnata

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MANCIANO. La Regione Toscana mette le mani avanti sul progetto di impianto fotovoltaico da 110 ettari che la società Iberdrola Renovables Italia spa avrebbe intenzione di costruire a Montauto, nel comune di Manciano, con un megainvestimento di quasi 32 milioni di euro.

«Siamo consapevoli che la legge regionale è stata impugnata dal precedente governo, tuttavia al momento la Corte costituzionale non si è espressa. Pertanto qualsiasi progetto o richiesta di installazione deve attenersi scrupolosamente alle norme, per poter essere approvata».

Così l’assessora regionale all’ambiente e alla difesa del suolo, Monia Monni, commenta la presentazione da parte della società Iberdrola Renovables Italia spa della richiesta di verifica di assoggettabilità del proprio progetto.

La legge citata dall’assessora è la numero 82 del 7 agosto 2020 recante “Disposizioni relative alle linee guida regionali in materia di economia circolare e all’installazione degli impianti fotovoltaici a terra. Modifiche alla legge regionale 34/2020 e alla legge regionale 11/2011”.

L’articolo 2 della legge 82 prevede un tetto di 8 Megawatt alla potenza degli impianti realizzabili nelle aree rurali e subordina il rilascio dell’autorizzazione unica agli impianti superiori a un Megawatt a una preventiva intesa con i comuni interessati. La norma si applica anche ai procedimenti di autorizzazione unica in corso al 27 agosto 2020 (data di entrata in vigore della legge).

Secondo il governo Conte bis (all’epoca in carica) la legge 82 della Toscana contrasterebbe con i principi fondamentali stabiliti dallo Stato in materia di “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia”.

Quanto all’impianto che la Iberdrola vorrebbe realizzare, consentirebbe una produzione di energia elettrica per 62,3 Megawatt di potenza, su una superficie di terreno – come detto – di 110 ettari e, viste le dimensioni, potrebbe coinvolgere anche il comune di Montalto di Castro (Viterbo).

La richiesta di Iberdrola è stata avviata dagli uffici competenti della Regione il 29 gennaio scorso.

Tuttavia, anche se il procedimento è in corso, secondo l’assessora «il progetto appare in evidente e aperto contrasto con la legge regionale in materia di economia circolare e di installazione di impianti fotovoltaici a terra», si legge nella nota della Regione Toscana divulgata ieri.

Le linee guida regionali sono chiare: «Nelle aree rurali – dice ancora la nota – per gli impianti fotovoltaici a terra è stabilita la potenza massima di 8 Megawatt, per un’occupazione al suolo di un massimo di 13 ettari. A questo si aggiunge che per tutti gli impianti di potenza superiore a un Megawatt l’autorizzazione regionale alla costruzione è rilasciata previa intesa col Comune o i Comuni interessati dalla localizzazione dall’impianto». «La sostenibilità ambientale – conclude l’assessora Monni – passa anche dal consumo di suolo. Soluzioni come quella di Iberdrola certamente assicurano alti livelli energetici, ma a spese di grandi porzioni di suolo, in questo caso 110 ettari, coinvolgendo due comuni in due regioni diverse. La Regione Toscana è da anni impegnata per garantire un pieno sviluppo delle energie rinnovabili, compreso il fotovoltaico, ma abbiamo più volte fornito indicazioni affinché ci si concentri nello sfruttare i tetti dei fabbricati e dei capannoni, che costituiscono superfici importanti non ancora utilizzate a scopo energetico». —

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