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Ciao Isgrec: ho difeso il tuo lavoro in anni duri per scienza e cultura
L’ex presidente Luca Verzichelli si congeda: abbraccio all’Istituto e qualche sassolino via dalla scarpa
La lettera
Avrei voluto, prima del commiato, vedere la “squadra” lavorare di nuovo in condizioni decorose e salutare di persona l’insediamento del nuovo direttivo. L’emergenza sanitaria e il lungo negoziato con le istituzioni del territorio per riqualificare il complesso di proprietà della Provincia dove fummo già a lungo ospitati, me lo hanno impedito. Ad impossibilia nemo tenetur.
Faccio allora a mezzo posta i migliori auguri all’amico Passaniti, che mi succede alla guida del più importante istituto di ricerca del nostro territorio. Ai suoi vice, Scheggi e Campagna, a Ilaria Cansella che assume il delicato compito della Direzione, e a tutti gli amici che si sono impegnati nell’organo di governo dell’istituto. Vorrei sottolineare, approfittando di questa lettera, la passione che tanti talentuosi professionisti mettono gratuitamente al servizio di un istituto molto apprezzato fuori dei confini della provincia.
Questo ho visto in cinque anni straordinari. Io ho fatto ben poco. Meno di quanto avrei voluto, purtroppo, dati gli impegni di sempre e i vincoli sopraggiunti. La squadra invece – i ricercatori, il direttore, il «mio» direttivo, lo staff – hanno lavorato alacremente per non deludere le aspettative di chi conosce da ventisette anni l’Isgrec come una istituzione di eccellenza. Anche solo uno sguardo ai video-cast delle iniziative recenti sulla giornata della memoria o per il giorno del ricordo basta ad evidenziare la qualità dei nostri progetti.
Sono certo che verranno tempi più sereni e torneremo a lavorare fianco a fianco. L’Isgrec continuerà a ospitare ricercatori, studenti e docenti e ad avere una fattiva cooperazione con tutte le istituzioni del territorio. Istituzioni alle quali abbiamo sempre dato molto. Anche negli ultimi tempi, trovando le risorse necessarie per il primo intervento sulla parte di nostra pertinenza al “Poderino”.
Grazie al nostro fund raising siamo arrivati all’accordo con la Provincia. Grazie al lavoro dei nostri collaboratori abbiamo mantenuto un impegno fattivo per la cooperazione con le scuole del territorio. E Dio solo sa quanto bisogno vi sarà di laboratori e di aggiornamento nella fase delicata di ricostruzione del senso di comunità tra le giovani generazioni, con il dramma che stanno vivendo.
In questo lunghissimo stallo, le strumentalizzazioni politiche hanno puntualmente accompagnato le notizie sul destino dell’Isgrec. Non mi sono mai dedicato a queste. E non lo farò. Alla fine del mio mandato mi sento soltanto di rispondere, con la dovuta compostezza, alle accuse di negligenza e faziosità rivoltemi in più occasioni. Chi conosce le carte sa che il mio unico codice nella conduzione dell’isgrec è stato quello della professionalità. Nessuna pacca sulle spalle. Nessuna lusinga e nessuna sviolinata pubblica, magari accompagnata da messaggi autocelebrativi sui social. Agli interlocutori istituzionali io faccio domande e offro il mio impegno, pretendendo eguale attenzione.
Non spargo incenso. Ma nemmeno promuovo campagne diffamatorie o mistificazioni. Per difendere il lavoro dell’Istituto ho semplicemente fatto la mia parte. Chiedendo alle istituzioni di governo che hanno fondato l’Isgrec oramai ventisette anni fa di rinnovare la loro collaborazione e trovare soluzione a problemi non “miei” ma della collettività. Quando non hanno risposto o hanno giocato a scaricabarile ho sollecitato. Quando mi hanno abbandonato ho preso atto. Quando mi hanno dato risorse ho ringraziato. È così che io lavoro, assumendo che le istituzioni, nella diversità delle rispettive visioni, abbiamo chiari gli obbiettivi e i doveri comuni. Le pacche sulle spalle invece le tengo per gli amici.
Devo dire che ho trovato sciocco anche le allusioni sulla “faziosità” dell’Isgrec e della sua conduzione. È evidente che chi tiene nella propria coalizione (o comunque vicino ad essa) fazioni negazioniste dei valori della costituzione antifascista possa avere problemi a patrocinare un istituto di storia della Resistenza (e non solo, anche se molti a Grosseto si ostinano a non saperlo). È un suo problema ricomporre tensioni e sopire polemiche. Personalmente, ho sempre insistito sul garbo istituzionale e sulla terzietà del ruolo dell’Isgrec rispetto alla politica odierna.
L’assessore alla cultura del Comune di Grosseto, per esempio, è lontano anni luce dal mio credo politico. In questi anni ha “tagliato” il contributo annuale (mi dicono per motivi di bilancio e sono tenuto a credergli) e non è riuscito a trovare una sistemazione permanente alla nostra biblioteca quando mi sono rivolto a lui. Però ha ascoltato, risposto e agito professionalmente. Avrei dovuto comunque considerarlo un “nemico”? Io non lo credo, e ancora oggi gli invio il mio saluto e il ringraziamento per avermi ascoltato.
Del resto, sono convinto che l’enorme distanza tra capitale culturale potenziale ed esiti delle politiche culturali in provincia e in particolare nella città di Grosseto, abbia una origine lontana. Dalla fine degli anni Novanta, perlomeno, la progettualità è progressivamente venuta meno. Quel che ho visto negli ultimi anni è disarmante, data l’inconsistenza di una politica fatta di soli annunci, e l’assenza di chiari obiettivi strutturali sulla cultura e sul sostegno alla disseminazione scientifica.
Tuttavia, non mi sfugge che le sfide per la valorizzazione del patrimonio culturale, della ricerca e dell’impegno civico sono enormi per qualsiasi parte e qualsiasi leader. Le acquisizioni scientifiche e le competenze di disseminazione che l’Isgrec ha raggiunto in questi anni – di nuovo, sto parlando del lavoro di un collettivo e non certo del mio personale contributo – potranno essere una dote anche per le future politiche territoriali.
Mi auguro che ne siano convinti anche gli amministratori pubblici, perché soltanto una cooperazione sana e leale tra istituzioni scientifiche e governo locale potrà generare l’innesco di una fase di rilancio di cui questa terra sente grande bisogno. —
*Docente universitario Ex presidente Isgrec
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