Il Tirreno

Grosseto

oasi wwf di orbetello

Seduzioni alate, si corteggia con danze e gustosi insetti in dono

Giovanna Mezzana
Una coppia di cavalieri d'Italia: l'incrocio dei becchi e l'abbraccio con l'ala sono indizi di un tenero feeling (Foto Fabio Cianchi)
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Una coppia di cavalieri d'Italia: l'incrocio dei becchi e l'abbraccio con l'ala sono indizi di un tenero feeling (Foto Fabio Cianchi)

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ORBETELLO. Rituali, balletti, ammiccamenti, becchi che si incrociano, ali che si aprono: è la festa degli innamorati, oggi, e febbraio – soprattutto dalla seconda metà in poi – segna anche il risveglio della natura e l’inizio della stagione degli amori. Fare un po’i guardoni muniti di un binocolo nelle oasi Wwf della Maremma – nella riserva del Lago di Burano a Capalbio o in quella della laguna di Orbetello – significa godere di uno spettacolo di grande bellezza: peccato solo che la Toscana è scivolata in zona arancione. Già ci sono i nuovi arrivi, come anticipa Fabio Cianchi, responsabile delle oasi Wwf della Maremma, impegnato ieri e con l’ausilio di molti volontari nel censimento mensile della popolazione dei volatili che abitano le zone umide. Sono arrivati i balestrucci, le rondini con il piumaggio bianco nel didietro, i falchi di palude, le anatre sono aumentate. Non resta che attrezzarsi con il binocolo.

Coreografie e abbracci

È particolarissimo il rito del corteggiamento dei cavalieri d’Italia, osservato per la prima volta proprio all’Oasi Wwf di Orbetello. Era il 1965 quando Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf, e Hardy Reichelt, che oggi vive a Santa Fiora, scoprirono coppie nidificanti di cavaliere d’Italia a Orbetello. Fu una grande sorpresa perché questa specie di uccelli acquatici era data per estinta dal 1920 in tutto lo Stivale: da questo momento in poi la storia del volatile trampoliere sarà legata con un filo rosso a questi luoghi perché, grazie al riscontro della sua presenza, l’habitat naturale di Orbetello divenne, nei primi anni’70, oasi per la protezione delle fauna, con un decreto del presidente della Repubblica; non a caso il cavaliere d’Italia è il simbolo dell’Oasi Wwf di Orbetello. Ebbene con i loro binocoli Fulco e Hardy videro un’eccezionale coreografia che si ripete a ogni innamoramento. Lei sta immobile e abbassa il capino. Lui comincia a muoversi, rapidissimo, da destra a sinistra e da sinistra a destra, disegnando intorno all’amata un ferro di cavallo, senza mai passarle davanti. Se lei resta a guardarlo, significa che Cupido ha scoccato la freccia e allora lui le sale sulla schiena. «Tempo fa – racconta Cianchi – osservammo un giovane maschio, evidentemente inesperto: si azzardò, nella sua danza, a passare davanti alla femmina e lei si girò dall’altra parte», come dire, “non mi piaci, vai via”. L’unione fisica è veloce, poi lui scivola di lato. Non è finita qui. La coppia comincia a camminare: sono l’uno accanto all’altra, e sui loro trampoli procedono velocissimi. È a questo punto che il feeling si consolida con un gioco di colli e becchi incrociati, durante il quale, lui appoggia l’ala sulle spalle di lei, come a volerla proteggere (proprio come nella foto). Poi c’è da darsi da fare: c’è da costruire il nido con fango, conchiglie e alghe; poi arriveranno le uova, tre-quattro di colore mimetico, verdastre a macchioline nere.

Il dono

C’è chi corteggia a passo di danza e chi porta la dote. La tecnica di corteggiamento del gruccione maschio si basa sulla consegna di un dono: un’ape, un bombo, una farfalla, una libellula. Giunge al cospetto della sua lei e le mostra l’insetto catturato al volo. Traduce il messaggio Cianchi: «È come dire, considerami, sono un buon investimento e con me potrai tirare su la tua prole senza problemi. Se lei accetta il regalo, allora è fatta». Ma il gruccione non è solo un tipo concreto, è anche romantico: «Il corteggiamento prosegue – dettaglia Cianchi – anche con il gorgoglio, che è il loro verso tipico, per tutta la durata dello scavo del nido»; per deporre e covare le uova il gruccione, infatti, scava sotto terra gallerie di circa tre metri, al termine delle quali realizza una sorta di struttura circolare che funge da camera d’aria; ideali per il tunnel sono le pareti dei fiumi ma a volte il gruccione scava il nido anche per terra e, siccome non va oltre una profondità di 30-40 centimetri, rischia che i piccoli cadano nelle fauci della volpe che riesce a orecchiare il loro pigolìo.

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Io sono in gamba

Anche il maschio della ghiandaia marina – volatile con i colori dell’iride e l’azzurro che predomina – porta doni per ingraziarsi la sua potenziale lei, rivela ancora Fabio Cianchi. Il falco pescatore, che ormai è di casa all’Oasi Wwf lagunare – la coppia Mora e Orbetello è vip – fa ancora di più: non solo porta in dote il pescato del giorno ma consegna anche rametti, materiale base per il nido. L’ammiccamento suona così: “Non sono solo in grado si sfamarti ma sono anche molto bravo a costruire un’alcova per te”. E di solito la tecnica funziona. –

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