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In ricordo di Bianciardi gli amici piantano un olivo

Ivana Agostini

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capalbio. Un olivo in ricordo del sindaco di Capalbio Settimio Bianciardi morto un mese fa a causa di un malore improvviso. Nel giorno del suo funerale, gli amici del 1962, l’anno di nascita di Bianciardi, hanno portato come dono, alla famiglia e al Comune, una piccola pianta di olivo. Ieri, quella pianta, che per alcune settimane è rimasta dentro il suo vaso nelle stanze del palazzo comunale ha trovato dimora nella piazza vicina alla chiesa dove erano state piantate tre sughere donate al parroco proprio dal primo cittadino alcuni giorni prima della sua morte.

Un gesto che è stato ricordato anche da don Marcello Serio il giorno del funerale. L’olivo è stato piantato e circondato da piccoli fiori colorati che hanno creato un’aiuola. Un gesto fatto col cuore dagli amici che hanno voluto ricordare non solo il sindaco ma sopratutto l’amico la cui scomparsa improvvisa ha lasciato tutti sotto choc.

Oggi a Capalbio sarà la giornata del ricordo. Il vescovo della diocesi di Pitigliano, Sovana e Orbetello, padre Giovanni Roncari, celebrerà una messa, alle 18, nella chiesa di Borgo Carige per ricordare la sua scomparsa. Il vescovo avrebbe dovuto officiare le esequie del sindaco ma fu fermato da una quarantena preventiva a causa di un contatto con un positivo al Covid. Chi vorrà essere presente lo potrà fare nel rispetto delle norme anti contagio.

Il sindaco di Capalbio, il 16 gennaio venne colpito da un malore mentre era a caccia con alcuni amici. Ogni tentativo di salvarlo fu vano. Bianciardi aveva un carattere duro e spigoloso ma era anche un uomo molto generoso. Una generosità mostrata anche dopo la sua morte con la donazione degli organi. Capalbio e i capalbiesi da alcune settimane stanno facendo i conti con la sua assenza. A traghettare l’amministrazione rimasta orfana del suo sindaco è adesso Giuseppe “Pino” Ranieri che ha accettato il ruolo di sindaco protempore proprio in onore e nel ricordo di Bianciardi. Un incarico accettato anche per non vedere commissariare il Comune e per portare avanti, nel tempo che gli è concesso, prima delle elezioni, le iniziative volute dallo stesso Bianciardi. —

Ivana Agostini

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