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Dimissioni di Covitto «La maggioranza non è poi così unita»

Ivana Agostini
Dimissioni di Covitto «La maggioranza non è poi così unita»

Il commiato dell’assessore porge il fianco all’opposizione Il Pd gli riconosce traguardi raggiunti «nonostante tutto»

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Ivana Agostini

orbetello. L’assessore Stefano Covitto si è dimesso scrivendo una lettera al sindaco Andrea Casamenti. Ha motivato la scelta sostenendo di «non riconoscersi più nell’azione dell’amministrazione comunale fatta di troppi individualismi, caratterizzata da metodi arroganti da parte di alcuni componenti, tollerati o condivisi dallo stesso primo cittadino». Ed è stata immediata la reazione degli avversari politici, che hanno visto nel gesto di Covitto una spaccatura in seno alla maggioranza che ha sempre fatto dell’unità il proprio slogan.

Fra i primi a commentare le dimissioni dell’ormai ex assessore al patrimonio c’è il candidato alla poltrona di sindaco per il centrosinistra, Mario Chiavetta, che ne ha riconosciuto le capacità e la serietà, competenza, pacatezza e precisione. Il centrodestra ha perso «un pezzo importante della squadra, la parte moderata, costruttiva, dialogante», secondo Chiavetta; Le dimissioni di Covitto, sono secondo il candidato scelto dal Pd, la dimostrazione che «la compattezza tanto sbandierata dal sindaco non esiste».

Anche per il Pd-Area Riformista l’addio di Covitto rappresenta una «spaccatura della maggioranza». Per Mauro Barbini, segretario dell’Unione comunale del Pd lagunare e consigliere di minoranza, le dimissioni dimostrerebbero che la giunta «è priva di coordinamento, indirizzo e soprattutto slancio collettivo»; per il segretario dell’Unione «la misura della sopportazione di Covitto era talmente colma che ha dovuto dare le dimissioni». Anche per il Pd-Area Riformista come per il suo candidato, Covitto si è dimostrato un amministratore «capace e, nonostante tutto, è riuscito a raggiungere traguardi degni di nota».

Per il centrosinistra dunque le dimissioni di Covitto sono la dimostrazione di «un’amministrazione fallimentare e di una giunta frammentata sempre in balia di discussioni interne e ambizioni personali».

Non sarebbe oro tutto quel che luccica nella giunta Casamenti, tanto che Barbini si chiede «che cosa si inventerà il primo cittadino per dare a intendere ai cittadini che tutto sta andando bene». Per gli avversari di Casamenti l’addio di un elemento come Covitto, è la prova che «è arrivato il momento di dire basta alla giunta di Patto per il Futuro e cambiare, quindi, amministrazione». –

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