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Nostalgia del Carnevale Il bagnino-poeta declama i suoi versi dal balcone per amor di Senzuno
Alla soglia dei 90 anni Silvano Goracci ha preso carta e penna e improvvisato una lettura in terrazza, davanti a una piccola folla
la storia
Michele Nannini
Il bagnino-poeta è tornato a declamare i suoi versi. E l’ha fatto in un momento speciale, in questi giorni di carnevale che accendono la nostalgia.
Alla soglia dei novant’anni anni Silvano Goracci ha preso di nuovo penna e carta per scrivere uno dei componimenti in rima che da sempre hanno caratterizzato la sua vita, trascorsa quasi tutta in mezzo alla spiaggia e agli ombrelloni del bagno Pineta, gestito prima da lui in persona e adesso dai figli Valentina e Marco.
L’occasione è il carnevale 2021, una festa di cui tutti sentono la mancanza e che a Follonica rimane comunque sempre molto seguita dai rionali e dai cittadini che negli ultimi anni hanno assistito a una crescita a dir poco esponenziale del movimento in maschera del golfo.
Silvano è un senzunese doc, ormai uno dei più “diversamente giovani” abitanti del quartiere.
Insieme alla moglie Anna è consuetudine vederlo trascorrere le giornate sulla veranda che dà su via della Repubblica, la strada principale del rione gialloverde.
Il balcone quest’anno è stato dalla famiglia Goracci decorato con due minion, un po’ fuori sagoma a dire il vero, seguendo il tema dell’addobbo carnevalesco scelto dal rione.
E Silvano ha voluto lasciare la sua testimonianza di questo difficile periodo che per la prima volta vedrà, dopo oltre quaranta anni consecutivi di sfilate, i carri e le mascherate rimanere nei capannoni.
Così Goracci ha scritto di getto una poesia che ha dedicato al suo rione ma più in generale anche a tutto il movimento del carnevale di Follonic. Un paio di giorni fa si è sistemato sul balcone in mezzo ai due minions di famiglia e davanti a un’improvvisata ma appassionata piccola folla (tutti a distanza con mascherina) ha declamato i suoi versi che poco dopo sono sbarcati anche in un post su Facebook che in pochi giorni ha raggiunto le tremila visualizzazioni.
Ecco la poesia, dal titolo “Il Rione Senzuno.”
«Senzuno vive da quasi cento anni / mare pineta e tanti affanni. / Il nome gli è stato dato da un pescatore / che per Senzuno provava un profondo amore. / Finito i soldi e provato il digiuno / esclamò: ora sì che siamo a Senzuno! /Nel rione a sud della città / puoi trovare simpatia, amici e serenità; / come fossimo ormai una leggenda / tutti pronti ad aiutarsi a vicenda. / Quest’anno però mancherà il carnevale, / il nostro più grande ritrovo annuale. / Chi si trasferisce ha un solo timore: / lasciare a Senzuno un pezzo di cuore./ Al richiamo di Follonica si desta, / in un tripudio di gioia e di festa: / questa è sempre la frase di rito / per chi la fede gialloverde non ha smarrito!». Un piccolo gesto, una testimonianza di un affetto infinito verso il proprio quartiere, le radici e la manifestazione più importante di Follonica. Che anche grazie a personaggi come Silvano è riuscita negli anni a diventare una delle più conosciute sfilate in maschera.
A ottobre 2017 Silvano e la moglie Anna festeggiarono 60 anni d’amore e una mattina si svegliarono con un regalo: il quartiere era stato riempito dalla figlia di manifesti con una loro foto e una poesia, per celebrare loro e il loro amore. —
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