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Pioggia di euro dalla Regione per l’orto del carcere

G.S.
Pioggia di euro dalla Regione per l’orto del carcere

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massa marittima. Grazie alla Regione Toscana la casa circondariale di Massa Marittima ha ottenuto un finanziamento di 30 mila euro per la realizzazione del progetto “Orti in Toscana”. La Regione Toscana ha infatti approvato la convenzione con Cassa delle Ammende.

Una parte del progetto riguarda la realizzazione di percorsi di formazione professionale e di inclusione sociale rivolti ai detenuti. Gli interventi di inserimento lavorativo e abitativo hanno come obiettivo lo sviluppo e il recupero delle competenze delle persone che si trovano in carcere. Inoltre, nell’ambito degli interventi di inserimento lavorativo, verranno realizzati anche tirocini formativi coerenti con il progetto “100mila Orti in Toscana”.

Dopo una prima formazione, la Regione Toscana procederà all’avvio delle persone più esperte nel mondo del lavoro delle aziende agricole. Il progetto stabilisce di realizzare all’interno di 3 penitenziari selezionati nel territorio regionale specifiche strutture ad orto, in cui avviare la formazione specialistica.

Gli istituti selezionati per la partecipazione al programma di Cassa delle Ammende sono la casa circondariale di Livorno, quella di Prato e anche quella di Massa Marittima. Il Comune di Massa Marittima ha presentato richiesta di un contributo di 30 mila euro che verrà destinato alla realizzazione di un progetto in collaborazione con la casa circondariale.

Si prevede quindi la realizzazione di un orto all’interno della struttura detentiva cittadina. L’obiettivo che i promotori del progetto si sono posti è lo sviluppo dell’imprenditorialità e la facilitazione di accesso al lavoro per i detenuti.

Si tratta di un’idea simile a quella portata avanti negli anni scorsi, dal nome “Al di là delle sbarre”, che si rivolgeva ai detenuti del carcere di Massa Marittima inseriti in un programma di collaborazione con la parrocchia Cristo Re di Valpiana e alla mensa della Caritas che usufruiva di una parte della produzione. La collaborazione con il carcere è stata avviata da alcuni anni e i detenuti, principalmente impegnati nella coltivazione dell’orto, avevano partecipato anche ad alcune attività parrocchiali. Con l’arrivo della pandemia il progetto si era poi dovuto interrompere. — G.S.

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