Il presidio
La mensa della carità ha servito mille pasti in più
Giulia Sili
follonica. La pandemia ha cambiato in modo radicale il lavoro delle Opere Caritative follonichesi: durante questi mesi la mensa, l’emporio della solidarietà e il punto di ascolto hanno dovuto sopportare ritmi diversi, trovare nuovi modi per stare vicino agli utenti e, sopratutto, fare i conti con un importante aumento delle richieste.
L’utenza è infatti aumentata, proprio perché a causa della pandemia nel 2020 si sono trovate in difficoltà molte più persone rispetto all’anno precedente e, in particolare, hanno richiesto i sussidi molte famiglie straniere in più. I numeri sono chiari: nel 2020 sono stati forniti 20mila pasti, mille in più rispetto all’anno precedente. Ma l’anno della pandemia ha modificato anche in tutto il servizio offerto dalla mensa, dove i pasti da aprile 2020 non vengono più serviti a tavola ma vengono confezionati per l’asporto.
«Prepariamo dei sacchetti con tutto ciò che il passato veniva servito a tavola – spiega Sergio Pieri, presidente delle Opere Caritative di Follonica – facciamo il servizio di asporto e questo ha fatto lievitare molto i costi. Inoltre avevamo fatto di tutto per limitare il consumo della plastica e adesso, di fatto, abbiamo dovuto fare un passo indietro».
In passato la media delle presenze alla mensa era di circa 60 persone a pasto, nel 2020, invece, si sono viste anche 100 persone in fila in attesa per l’asporto. Tutto questo costa circa 100 mila euro all’anno, soldi che in parte vengono coperti dal Comune con un contributo di 32 mila euro all’anno. «Il Comune copre una parte molto importante – dice Pieri – senza quel contributo la mensa non potrebbe stare aperta. Una parte delle spese è coperta poi dagli alimenti che ci vengono forniti dalla Coop attraverso il progetto “Buon fine”, mentre un’altra parte arriva dagli aiuti diocesani».
I volontari che seguono il progetto del coordinamento sono circa 100, e in 60 si dedicano alla mensa alternandosi in gruppi cucina, distribuzione e pulizia. Ci sono poi il centro di ascolto – dove è stata riscoperta l’utilità del telefono fisso, utilissimo adesso per ricevere un aiuto – e l’emporio. «È aumentata tanto la richiesta anche per il per centro di ascolto e per l’emporio – dice Pieri – e, sopratutto, è aumentata l’entità dell’aiuto. Si sono infatti verificate situazioni particolari: famiglie che fino a ieri erano riuscite a cavarsela, improvvisamente hanno avuto un tracollo e hanno avuto bisogno di un aiuto».
Il Comune di Follonica accompagna la mensa dal giorno della fondazione, nel 1997: «La mensa è nata in seguito ad un visita pastorale dell’allora vescovo Bassetti – racconta Pieri – Fu lui a chiedere che venisse fatta. Ci mettemmo in moto e il 1° dicembre 1997 ha avuto inizio l’attività. Ricordo ancora il primo giorno: eravamo dieci volontari e si presentarono solamente tre persone. Poi i numeri sono cresciuti – conclude Pieri – tanto e non ci siamo più fermati». —
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