Il presidio
Il Palio è ancora in bilico Tre ipotesi sul tavolo, la decisione a fine aprile
Se la manifestazione potrà avere luogo, c’è già l’accordo per fare iniziare gli allenamenti individuali e sui battelli No a una gara a porte chiuse
Andrea Capitani
PORTO S.STEFANO. Palio 2021 in bilico, tutto rimandato a fine aprile. L’ultima riunione tra Ente Palio, rioni e sindaco ha sortito il primo parziale verdetto dell’anno sulla manifestazione di Ferragosto: bisogna aspettare.
Lo stato di emergenza Covid è ancora in corso e, ad oggi, non si possono prevedere quali saranno le condizioni della pandemia per questa estate. Per questo è stata rimandata di tre mesi qualsiasi decisione, aprendo a tre possibili scenari. Il primo, e quello che tutti i santostefanesi sperano, è che il Palio Marinaro dell’Argentario si possa correre, non prolungando la crisi di astinenza di un ulteriore anno. Il secondo – e più probabile – è che a fine aprile si prenda ulteriore tempo per vedere come si evolverà la situazione, sperando magari in uno sblocco dell’impasse sul piano vaccini e tutto il resto, per poi rimandare ad una decisione definitiva più avanti. Il terzo – quello che invece nessuno si augura – è che già a fine aprile le condizioni siano tali da non permettere alcun tipo di manifestazione, rimandando tutto al 2022.
Nell’eventualità che le prime due opzioni abbiano la meglio, l’Ente ha dunque deciso, di comune accordo con il sindaco e con i capitani dei quattro rioni, di far iniziare gli allenamenti ai vogatori non solo in maniera individuale, ma anche sui battelli in mare, osservando tutte le disposizioni previste dai regolamenti federali. Ma non solo, perché il comitato del Palio ha inoltre stilato un calendario di eventi per tutto il 2021, tenendo comunque conto che almeno le prime manifestazioni previste (come ad esempio la Festa di Primavera del 24 aprile) subiranno delle cancellazioni se fra tre mesi la situazione sarà sempre la stessa.
Nel frattempo, l’Ente Palio ha fatto richiesta all’amministrazione di poter anticipare metà del contributo previsto ai rioni. I quali, a causa delle attività di raccolta fondi come cene, bancarelle e quant’altro ferme, non navigano in buone acque dal punto di vista finanziario. Con questi contributi, che ammontano a circa 3.400 euro a rione, i vari direttivi potranno permettersi di sostenere i costi per gli allenamenti e le visite mediche degli atleti. Che, va ricordato, sono dei veri e propri iscritti alla Federazione italiana canottaggio a sedile fisso, con tutte le normative che questo comporta e l’osservazione di determinate accortezze durante gli allenamenti, come l’uso della mascherina da parte del timoniere.
Essendo una manifestazione folkloristica di stampo popolare, tutto sarà comunque incentrato sulla possibilità o meno di creare assembramenti a terra: se questo non sarà possibile, non ci saranno possibilità di appello: il Palio non si farà. Nessuna delle parti interessate è infatti d’accordo nel fare due pesi e due misure tra la gente a terra, come l’utilizzo di tribune a pagamento, una gara a porte chiuse o soluzioni che comunque non prevedano la vera essenza del Palio, ovvero il tifo e il calore dei rionali. Anche per gli allenamenti, comunque, sarà vietato creare assembramenti, motivo per cui non sarà possibile assistere alle sedute in mare dei vogatori. Morale: i ragazzi si alleneranno come se dovessero fare il Palio, con l’incertezza che questo possa effettivamente avere luogo. Per quanto riguarda poi manifesto e stendardo, gli artisti scelti saranno gli stessi dello scorso anno: Paolo Castriconi per il primo e Luigina Loffredo per il secondo. E il drappo, se il Palio si farà, potrebbe vedere come tema il settecentenario della morte di Dante Alighieri. —
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