Italia
Multe a Saturnia, sanzione doppia al recidivo senza mascherina
SATURNIA. Non c’è proprio niente da fare: l’acqua sulfurea e il paesaggio mozzafiato delle Cascate del Mulino di Saturnia sono un richiamo irresistibile, in barba alla pandemia da Covid-19 e dai divieti di legge imposti per garantire la salute pubblica.
Le forze dell’ordine hanno multato di nuovo i trasgressori. In particolare, i carabinieri hanno sanzionato un giovane di Siena controllato nel centro abitato di Montemerano, in compagnia di un coetaneo del posto. Non solo è stato sanzionato perché privo della mascherina ma dagli accertamenti è emerso che l’interessato era stato già multato nella sua provincia per la medesima infrazione, per cui l’importo della sanzione è raddoppiato, trattandosi di una recidiva. I carabinieri, ultimato il verbale, hanno fornito la mascherina al giovane, perché potesse circolare nel rispetto della normativa vigente.
Sempre i carabinieri hanno sanzionata una coppia di coniugi padovani trovati a passeggio lungo la strada provinciale 10 in località Terme: alla richiesta di fornire giustificazione circa la loro presenza in zona, hanno riferito di essere arrivati il giorno precedente, e di trovarsi a Saturnia per fare un bagno nelle acque termali.
Ma anche la guardia di finanza è tornata a Saturnia e di nuovo ha multato (il primo intervento era stato di domenica 17) delle persone che erano a mollo nell’acqua termale, arrivate in Toscana dal Lazio. Una pattuglia della Tenenza di Orbetello, nei pressi delle Cascate del Mulino ha individuato due uomini, un 30enne e un 50enne di nuclei familiari diversi, che da Roma stavano facendo il bagno, in violazione delle norme che vietano gli spostamenti tra regioni in assenza di validi motivi.
Le due persone hanno dichiarato ai militari che le loro intenzioni iniziali erano quelle di recarsi in una zona termale dell’alto Lazio; ma una volta giunti sul posto e constatata la momentanea chiusura al pubblico dell’impianto a causa dell’emergenza epidemiologica, hanno pensato di proseguire verso la Toscana. Secondo l’articolo 1, comma 10, lettera F del vigente Dpcm del 14 gennaio, le uniche attività termali che non sono sospese e possono, quindi, legittimamente operare, sono solo quelle (pur presenti e regolarmente operative, tanto in Toscana quanto in tutto il territorio nazionale) riconosciute quali “presidio sanitario” e autorizzate alla prestazione di cure e balneoterapia collettiva in acque termali.
Per i due trasgressori è quindi scattata la verbalizzazione delle violazioni, con una sanzione pecuniaria che va da 400 a 1.000 euro ciascuno; al termine delle procedure di rito i due sono stati invitati a rientrare nella loro regione di appartenenza. —
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