Il Tirreno

Grosseto

emergenza coronavirus

Addio a Enia, prima donna a prendere la patente in provincia

Ivana Agostini
Enia Caldori, 97 anni
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Enia Caldori, 97 anni

Ha contratto il virus nella Rsa di Orbetello dove le vittime del Covid salgono a dieci, ultimo un 50enne

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ORBETELLO. La comunità maremmana piange una nuova vittima del Covid. Enia Caldori, 97 anni, era ricoverata da un mese nel reparto Covid del Misericordia di Grosseto. La donna aveva contratto il virus mentre era ospite nella Rsa Costa d’Argento di Orbetello. «Era una grande donna – racconta il figlio Elio Perillo – una vera guerriera che non si arrendeva mai».

Era nata il 17 gennaio 1924: «Era stata la prima donna, in provincia di Grosseto, a prendere la patente di guida – dice Elio – Lei guidava qualunque cosa: l’ape, la macchina, il trattore. Era combattiva e decisa». Enia era alla Rsa da poco tempo: «Fino allo scorso anno – aggiunge il figlio – veniva in campagna con me ad aiutarmi. Si era fatta uno zappino su misura per togliere l’erba. È sempre stata una grande lavoratrice».

Per anni la famiglia di Enia ha avuto un negozio di frutta, verdura e alimentari in centro a Orbetello. «Abbiamo servito generazioni di orbetellani – dice Elio – con la frutta e la verdura di nostra produzione. Ho chiuso io il negozio nel 2005, dopo oltre 70 anni».

Il ricordo di Enia è fortissimo in tutti coloro che l’hanno conosciuta. Ha tutti ha insegnato la sua forza, la sua tenacia e la sua grande voglia di lavorare. «Tempo fa aveva avuto un piccolo malessere – continua Elio – e sembrava non si dovesse riprendere. Invece con la sua solita forza è tornata a casa. Abbiamo provato a tenerla a casa con delle badanti ma la situazione non era delle migliori così è entrata nella Rsa dove stava benissimo. Ci diceva che a casa non voleva più tornare».

A complicare le cose è poi arrivato il Covid. «Questo maledetto virus è arrivato e ha complicato tutto – dice Elio – È stata ricoverata un mese e noi non abbiamo avuto più modo di vederla. La vedevamo solo in video chiamata. L’avevo vista pochi giorni fa e ho visto che era molto provata». Giovedì dopo le 16, Enia ha cessato di vivere lasciando un vuoto in tutte le persone che le hanno voluto bene. «Mia mamma ha sempre lavorato – spiega Elio – si era rotta il femore tre volte. All’ultima i medici le dissero che non l’avrebbero più rimessa in piedi. Lei che era sempre in movimento ha continuato a cadere ma il femore non se lo è rotto più».

Enia era una vera donna d’altri tempi, abituata alla dura fatica della campagna e del negozio. «Voglio ringraziare tantissimo il nostro medico di famiglia, Mario Demurtas, per la grande vicinanza che ha saputo dimostrare alla nostra famiglia e a mia mamma in questo momento. Ci ha sostenuto moltissimo».

I funerali di Enia Caldori sono stati celebrati ieri nel Duomo di Orbetello. Tante le persone che si sono strette intorno a Elio e ai due nipoti. Enia è la nona ospite della Rsa di Orbetello stroncata dal Covid. Il focolaio era partito verso metà dicembre: ospiti e dipendenti erano risultati positivi dopo uno dei tamponi di controllo che vengono effettuati all’interno della struttura.

Ed è notizia di stamani, 23 gennaio, la morte di un uomo di 50 anni del Giglio che da circa un mese era ricoverato all'ospedale Misericordia di Grosseto. —

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