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Fanno cadere l’acqua sporca sul terrazzo sotto: a giudizio
GROSSETO. La prima volta che era salita al piano superiore per segnalare ai vicini appena arrivati nel palazzo che dell’acqua saponosa era finita sulla sua tenda e sul suo muro, la visita era finita con una stretta di mano. La donna che aveva aperto alla porta, aveva spiegato che le si era rotta la lavatrice e che stava aspettando il tecnico. Ma l’episodio, nei giorni successivi, era avvenuto altre volte e la donna, che già aveva discusso come altri condomini con la coppia a causa dei quattro cani che passavano la notte a latrare e ad abbaiare, aveva di nuovo protestato. Finché, un mese dopo il trasferimento della coppia, l’ennesima volta che l’acqua e il sapone erano venuti giù scrosciando sulla sua tenda, aveva deciso di mettere un tappo di carta e plastica nel tubo di scolo, per impedire che la sua tenda e il suo muro fossero imbrattati per l’ennesima volta. A quell’iniziativa, il vicino di casa aveva risposto alla donna dicendole che lui doveva lavare la terrazza e che lo scolo serviva proprio a far andare via l’acqua utilizzata. Altre donne che abitano nel condominio si erano affacciate e avevano cominciato a protestare con l’uomo a causa dell’abbaio dei cani durante la notte. «Sicuramente farò di peggio, quindi stai attenta», aveva poi detto l’uomo all’indirizzo della donna che, una volta arrivato il capo condominio, aveva tolto il tappo dallo scolo.
Assistita dall’avvocato Simone Falconi, la quarantanovenne si era rivolta ai carabinieri per sporgere denuncia. Il sostituto procuratore Salvatore Ferraro ha citato a giudizio la coppia per getto pericolose di cose e per disturbo della quiete pubblica. Di questi due reati dovranno rispondere in concorso Federica Terramoccia, 51 anni, e Giuseppe Ciampa, 56 anni, entrambi difesi dall’avvocata Anna Scotto.
Il pm ha contestato all’uomo anche il reato di minacce, per la frase pronunciata contro la donna, dopo l’ennesimo episodio che si era verificato nel palazzo e che l’aveva spinta ad adottare una soluzione estrema come quella di mettere il tappo al tubo di scolo.
Il processo a carico della coppia si aprirà l’11 maggio alle 9 davanti al giudice Marco Bilisari. — F.G.
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