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Parroco sfratta i gatti: petizione al vescovo
Una catena impedisce alle volontarie di entrare per dar loro da mangiare. Curia e gattare si rivolgono all’avvocato
FOLLONICA. Su quel cancellino, un tempo aperto, adesso è stata messa una catena: segno che lì i gatti non sono più i benvenuti.
Il giardino della chiesa della Madonna di Lourdes, fino a pochi giorni fa popolato da una decina di gatti, è infatti adesso diventato un luogo vietato ai felini. Una questione che ha fatto andare su tutte le furie le volontarie che da anni si prendono cura dei mici di Follonica: «Da gatti di colonia, belli e nutriti, a gatti randagi: è questa la fine che vogliono far fare a queste povere bestie» dice la responsabile Mara Righetti.
Una questione che è cresciuta a dismisura, tanto che adesso le due parti si sono rivolte agli avvocati. Non solo: ne è anche nata una petizione indirizzata al vescovo della diocesi di Massa Marittima e Piombino con la speranza che i dieci gatti della Madonna di Lourdes possano tornare a vivere nel giardino della chiesa. In quello spazio i gatti vivono infatti da moltissimi anni, da ben prima che venisse istituita la colonia felina da lì distante circa cento metri.
Sembra che gli animali fossero arrivati in via Cimarosa in seguito alla morte di un residente che in casa aveva una trentina di esemplari. Gatti che da allora hanno continuato a vivere nella zona indisturbati. Nel corso degli anni le volontarie che si dedicano alle colonie hanno poi iniziato una campagna di sterilizzazione e il numero dei felini è via via diminuito. Oggi di quel grande nucleo originario sono rimasto i dieci gatti che fino a poco tempo fa vivevano indisturbati nel giardino della chiesa, nel luogo dove giornalmente venivano accuditi dalle volontarie. Ad alcuni fedeli, però, i gatti non sembrano essere piaciuti e così è nata la decisione di mettere una catena, vietando di fatto l’ingresso a gatti e volontarie.
Della questione se ne sta occupando l’avvocata Gabriella Capone, la legale alla quale si sono rivolte le volontarie. «Si contesta la presenza di una decina di gatti che da tanti anni vivono nel contesto parrocchiale – spiega Capone – questo perché tutto ad un tratto il parroco attuale, che in passato aveva acconsentito ad accogliere i gatti, ha deciso di chiudere il cancello e di far andar via gli animali».
In passato era anche stato tentata un’unificazione dei due gruppi di gatti, quelli del giardino della chiesa e quelli della colonia distante poche decine di metri, ma il tentativo è andato fallito: i gatti, abituati a vivere nel verde della chiesa, continuavano a spostarsi. «I felini si sono naturalmente insediati lì – dice l’avvocata Capone – e vivono nello spazio condominiale non intaccando i locali della chiesa. Non è né facile né ipotizzabile poterli spostare da lì». Per don Salvatore Gallo, il parroco che si trova al centro della disputa, sulla questione «andrebbe steso un velo pietoso» ma le volontarie sono determinate e vogliono ridare una casa a quei dieci gatti. Recentemente è stato quindi chiesto al Comune il riconoscimento della colonia felina, in modo da dare ai gatti un luogo ufficiale dove vivere. «Adesso gli animali vengono nutriti sul marciapiede, fuori dalla chiesa – dice Capone – non è un luogo consono. Abbiamo chiesto una trattativa con il consiglio pastorale, così da poter avere il permesso di accudire i gatti. Non si può pensare da un giorno all’altro di spostare quei gatti i cui diritti sono tutelati dalle legge».
Intanto l’assessore con delega alle politiche di tutela e cura degli animali, Francesco Ciompi, si è interessato alla questione. «Stiamo cercando con gli uffici di capire come muoverci nel rispetto della proprietà – dice Ciompi – ma al tempo stesso tutelando anche gli animali presenti. Una mediazione tra le parti sarebbe auspicabile».
I gatti per il momento continuano a vivere nei dintorni della chiesa e le volontarie continuano giornalmente ad occuparsi di loro.
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