Il presidio
Malore fatale a caccia: Scarlino piange Cherubino Pruneti
Finita la battuta, stava recuperando i cani con un amico. I tentativi di rianimarlo non sono serviti, è morto sul posto
SCARLINO. Un amico lo ha salutato, ieri mattina presto, incrociandolo mentre stava andando a caccia. «Cherubino, stamani è freddo. La macchia è ghiacciata». Lui aveva sorriso. I cani scalpitavano, i fucili erano pronti. Il richiamo di quella passione infinita che era andare per boschi, a caccia, non lo aveva mai fermato, da quando era un ragazzino. La temperatura a fatica arrivava allo zero, un freddo forse il più intenso finora sentito in questo inverno.
Ma Cherubino Pruneti, 72 anni, non era tipo da rinunciare a una cacciata. Ha preso i suoi cani e i suoi fucili e si è unito alla battuta di caccia al cinghiale nelle campagne di Scarlino. E lì, nel luogo dove più si sentiva più felice al mondo, ha trovato la morte.
Pruneti si è sentito male intorno all’ora di pranzo, mentre si trovava ancora nel bosco alla ricerca dei suoi cani. Terminata la battuta di caccia, si era spostato con l’auto insieme a un amico nella zona di Croce al Mare nei pressi di Meleta, per recuperare i cani. Appena sceso dall’auto, prima di entrare nel bosco, ha accusato un malore e in poco tempo si è accasciato a terra. Sul posto, una strada di campagna in mezzo al verde, è arrivata un’ambulanza della Croce Rossa di Gavorrano e un'automedica da Follonica ma i soccorritori, viste le sue condizioni critiche, hanno chiesto l’intervento dell’elisoccorso Pegaso 2. Per molto tempo l’elicottero ha girato sopra Scarlino, dopo aver verricellato il personale, per poi atterrare in attesa del trasporto di salvataggio. Ma è stato inutile. Nonostante i tanti tentativi per rianimarlo, Cherubino non si è mai ripreso ed è morto sul posto.
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Proprio negli stessi minuti dall’altro capo della provincia giungeva la notizia della morte del sindaco di Capalbio, Settimio Bianciardi, anche lui cacciatore, anche lui colto da malore fatale mentre era a caccia con degli amici.
Pruneti, 72 anni, celibe, viveva da sempre a Scarlino nella casa dei genitori, insieme alla sorella Luisa di due anni più grande.
Grandissimo appassionato di caccia al cinghiale e punta di diamante della sua squadra, la Monte d’Alma ’86, guidata dal capocacia Luigi Bugelli, era forse il canaio più esperto.
Racconta un amico che non troppo tempo Pruneti fa aveva portato i cani dalla veterinaria e lei si era complimentata: mai visto nessuno che teneva i cani come lui. Del resto quella passione per la caccia ce l’aveva nel sangue e fin da ragazzino l’aveva coltivata: «Se gli piaceva la scuola come gli piace la caccia, sarebbe diventato un professorone», diceva suo babbo.
Ex operaio della Solmine, da tempo era in pensione e si godeva la sua passione per la caccia e i suoi amici. «Una persona buonissima», lo ricordano gli amici.
Oltre alla caccia, amava occuparsi del suo orto ed era un grande appassionato di calcio, tifoso della Fiorentina, iscritto al Viola Club di Scarlino.
La salma è stata portata all’obitorio di Grosseto e messa a disposizione del magistrato che, con ogni probabilità, effettuerà solo una ricognizione cadaverica. I funerali non sono attesi prima di domani.
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