Il Tirreno

Grosseto

IL PREDECESSORE 

Lo strazio di Bellumori «Il paese resta orfano»

2 MINUTI DI LETTURA





capalbio. «Ci sono lettere che non dovrebbero mai essere scritte»: comincia così il ricordo di Luigi Bellumori, che ha guidato il Comune di Capalbio prima dell’elezione di Settimio Bianciardi. Parole piene di affetto e di dolore, quelle che l’ex sindaco ha affidato alla sua pagina di Facebook. «Grande e lungimirante imprenditore di te stesso, amante del tuo paese, del tuo lavoro, della caccia, della Fiorentina e della vita - scrive Bellumori - Hai da sempre partecipato e supportato con entusiasmo e spirito propositivo le varie iniziative e molte associazioni sono presenti da tempo grazie al tuo contributo di idee ed esperienza imprenditoriale». Bellumori e Bianciardi sono stati compagni di partito. E il ricordo dell’ex sindaco si fa struggente. «Con Sergio Innocenti che mi fece la prima tessera in piazza Silone e poi con te le innumerevoli esperienze in consiglio comunale e tante battaglie che ci hanno visto a fianco e tra la gente fino al momento del passaggio del testimone due anni fa - scrive ancora - A volte anche con punti di vista diversi ma di sicuro mai con scontro personale. L’ultima volta che ci siamo incontrati davanti al Comune abbiamo parlato di alcuni aspetti da curare i dopo l’emergenza Covid-19 e anche in quell’occasione freneticamente hai evidenziato ancora di più la tua volontà di legare il nostro territorio ad un generale benessere e alle cose da farsi. La tua tragica e dolorosa dipartita rappresenta per me la perdita di uno degli amici di sempre di quelli che sai ti accompagneranno fino alla fine dei giorni. Fai questo viaggio con serenità per quanto sappia bene che per noi non sarà mai facile. Veglia suoi tuoi affetti più cari e su noi tutti». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino