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I tre musei cittadini riaprono le sale E offrono novità

Alfredo Faetti
I tre musei cittadini riaprono le sale E offrono novità

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grosseto. Tra progetti e voglia di ripartire, la prossima settimana i musei grossetani torneranno ad aprire i battenti. L’inserimento della Toscana in zona gialla e il nuovo dpcm da ieri permettono infatti di riprendere l’attività, seppur una settimana alla volta.

Ma nonostante l’incertezza costante, le sale tornano a disposizione del pubblico e le bellezze da ammirare non mancano: dal Tondo del Botticelli, la cui mostra alle Clarisse è stata prolungata fino a marzo, alle visite guidate al Museo Archeologico e d’Arte della Maremma pensate per rendere più appetibile l’esperienza in vista di una riapertura definitiva, fino alle nuove grafiche al museo di Storia Naturale. Ieri mattina c’era una gran trepidazione all’interno delle varie strutture, rimaste in attesa di sapere quale colore fosse destinata la Toscana. Il nuovo decreto parla chiaro: in zona arancione i musei restano chiusi, in zona gialla riaprono ma solo nei giorni feriali (dal lunedì al venerdì). Quando poi il giallo è divenuto realtà, ecco l’annuncio delle riaperture. Il Polo Museale delle Clarisse con l’orario consueto: dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Vale la pena partire da qua perché le chiusure natalizie hanno bloccato quello che doveva essere l’esposizione di punta dell’offerta grossetana: la mostra “La bellezza svelata”, che contiene in sé l’inedito tondo di Sandro Botticelli e bottega, raffigurante una Madonna con Bambino, San Giovannino e un angelo, messo a disposizione Gianfranco Luzzetti.

«La mostra, nel programma originale, sarebbe dovuta terminare il 10 gennaio – spiega il direttore delle Clarisse Mauro Papa – ma visto il periodo di restrizioni è stata prorogata fino al 21 marzo». Ma alle Clarisse, oltre al tondo, sono a disposizione anche le altre esposizioni: al piano inferiore quella permanente del museo Luzzetti, un’eccellenza nel panorama artistico nostrano che racconta la pittura del Seicento Toscano, dove si può trovare un nucleo di quattro dipinti firmati da Pier Dandini (pittore a cui è dedicata un’intera sala), ma anche opere riferibili a Rutilio Manetti, Giovanni Martinelli, Jacopo Vignali, Francesco Curradi e ad altri artisti del periodo. Al piano di sopra, accanto a Botticelli, aspettano il pubblico le opere dello scultore grossetano Lucio Pari e la mostra di Federico Mattera “Arcana Lux”, scandita in dieci opere di grande impatto emotivo ed estetico che richiamano, come nelle volontà dell’artista, le opere di Caravaggio.

Chi invece ha cambiato è il Maam. «Nell’ottica di fare del museo un centro di comunità, abbiamo dovuto rivedere gli orari» spiega la direttrice Chiara Valdambrini. L’orario consueto invernale, infatti, prevede l’apertura dalle 9 alle 13, così da poter accogliere le scuole. Visto il periodo, però, il museo sarà aperto dal lunedì (in genere apre il martedì) al venerdì dalle 15 alle 19. La mostra invernale, che sarebbe dovuta essere inaugurata a dicembre, per ovvi motivi è stata posticipata a febbraio. Così il museo, per invogliare comunque i visitatori a fare un viaggio tra i reperti e le arti che hanno segnato la storia maremmana, è pronto a mettere in cantiere delle attività, come visite guidate e visite a tema. «Porteremo avanti le altre attività che abbiamo iniziato durante le chiusure – prosegue Valdambrini – come la programmazione del 2021 e il progetto dell’amministrazione di Grosseto Capitale della cultura».

Anche al Museo di Storia Naturale si è approfittato della chiusura imposta. «Abbiamo cambiato totalmente l’illuminazione – spiega il direttore Andrea Sforzi – sostituendo le fibre ottiche con le fibre a led, che consumano meno e rendono meglio. Inoltre, abbiamo fatto nuove grafiche esterne». Il museo che ospita il volto della natura locale apre con una veste nuova, dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. «Siamo molto contenti di riaprire, anche se a mio parere c’erano le condizioni anche prima per i musei piccoli». — Alfredo Faetti

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