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Grosseto

Febbre da Luna Rossa, sveglia nella notte per tifare i santostefanesi di Auckland

ANDREA CAPITANI ; Altro servizio a pag. 16
Febbre da Luna Rossa, sveglia nella notte per tifare i santostefanesi di Auckland

Obiettivo Coppa America: al via in Nuova Zelanda la Prada Cup. Il promontorio vanta due concittadini nel team di Bertelli 

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ANDREA CAPITANI

L’Argentario ha due motivi in più per tifare Luna Rossa. Dall’altra parte del mondo si leva un coro non solo per la barca che fa sognare, ma anche per i due santostefanesi Stefano De Pirro e Marco Capitani.

Questa notte il team italiano ha debuttato nella Prada Cup 2021, il trofeo che servirà a individuare la sfidante di New Zealand nella Coppa America. In molti hanno messo la sveglia nel cuore della notte per vedere le gesta dei ragazzi guidati dalle sapienti mani dello skipper Max Sirena, che si sono battuti nella loro prima regata della competizione contro l’imbarcazione britannica Ineos Uk.

A maggior ragione sul promontorio il clima è caldo come in Nuova Zelanda, perché l’Argentario può vantare con orgoglio due suoi rappresentanti impegnati ad Auckland.

Si tratta del sail designer Marco Capitani e del fisioterapista Stefano De Pirro, che si trovano dall’altra parte del mondo per difendere il tricolore e portare in alto la vela italiana.

I due santostefanesi rappresentano l’orgoglio di una terra abituata al tifo e al folklore marinaresco: basti pensare al sentimento che scatena un evento come il Palio Marinaro dell’Argentario nei cuori di tutti i paesani.

A maggior ragione se si viene da un anno come quello appena trascorso, nel quale i vogatori non sono potuti scendere in acqua.

Qui però – nella terra dei Kiwi – non si va a forza di remi. Qui si sfruttano al massimo i venti con le tecniche più innovative e futuristiche che si possano immaginare. Basti pensare al fatto che, una volta che queste imbarcazioni prendono velocità, iniziano a planare sull’acqua come degli aliscafi, raggiungendo velocità mostruose di oltre 30 nodi in bolina, arrivando anche a 50 nodi quando invece il vento arriva da poppa, sfiorando dunque i 100 chilometri orari e sorpassando di quasi tre volte la velocità del vento reale.

Il tutto con delle vele ai limiti della fantascienza, che vengono realizzate anche grazie agli studi e alla progettazione del sail designer santostefanese Marco Capitani che, assieme al resto del team, si è occupato della progettazione delle vele.

«La barca vola su dei “foils” – ha raccontato al Tirreno – raggiungendo velocità altissime. E la randa di una normale barca a vela è stata sostituita con una “Soft Wing”: due rande inferite su un albero ruotante con sezione a D, che ci permettono di dare una forma diversa nello stesso momento alla vela di sopravento rispetto alla vela di sottovento: tutto questo si traduce in una vela molto più performante rispetto ad una classica randa “single skin”. Non vedevamo l’ora di capire come avevamo lavorato in questi anni e dove eravamo rispetto ai nostri avversari», ci ha raccontato Capitani pochi giorni fa.

E per lui l’esperienza con Luna Rossa è già pluriennale: dopo quelle del 2000, 2003 e 2007, è alla sua quarta partecipazione della competizione regina della vela mondiale. All’esordio è invece il suo conterraneo Stefano De Pirro, il fisioterapista dei campioni. Lui veniva infatti dal panorama tennistico, dopo aver lavorato con atleti del calibro di Dominic Thiem, Dominika Cibulkova, Ernest Gulbis, Lucas Pouille e, infine, con il canadese Denis Shapovalov, che aveva portato anche per qualche periodo ad allenarsi all’Argentario. Per lui è arrivato il momento di indossare il tricolore con Luna Rossa. Il passaggio dal tennis alla vela non è stato semplice, ma la soddisfazione e l’emozione di lavorare per il team Prada però sono enormi. «Ho lavorato tanti anni nello sport professionistico con atleti stranieri – ci ha raccontato – ma non mi aspettavo un’emozione così grande. Il mio primo pensiero è tornato indietro al 2000, quando mio babbo Publio mi svegliava nel cuore della notte per vedere i duelli tra Luna Rossa e America One. Vent’anni dopo far parte di questo team che rappresenta l’Italia nel mondo non ha prezzo». E allora l’Argentario ha due motivi in più per tifare per l’imbarcazione italiana, con un coro che si leva orgoglioso e arriva fino all’altra parte del globo dove osano le vele più veloci del mondo. — © RIPRODUZIONE RISERVATA

Altro servizio a pag. 16

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