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Incentivi alla geotermia Lega incalza il governo

F.F.
Incentivi alla geotermia Lega incalza il governo

Il consiglio regionale approva una mozione di Ulmi e Meini per ripristinare i finanziamenti tolti dall’esecutivo gialloverde

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firenze. La Lega fa pressing sul governo e sul ministero dello Sviluppo economico per chiedere che venga approvato il Fer2, il decreto – in stallo da febbraio 2020 – che disciplina gli incentivi a chi produce energie rinnovabili e prevede finanziamenti anche per le centrali geotermiche.

Oggi, con il Fer1, questi finanziamenti non sono previsti, cancellati nel luglio del 2019 dall’allora governo guidato dalla Lega e dal M5s, che considerò quella geotermica fonte non rinnovabile.

A un anno e mezzo di distanza, una mozione della Lega per ripristinare i finanziamenti alla geotermia, firmata dai consiglieri Andrea Ulmi ed Elena Meini, è stata approvata dal consiglio regionale, appoggiata dalla maggioranza. «Purtroppo – dicono Ulmi e Meini – si registra che nel decreto Fer1 non sono stati inseriti incentivi per l’energia geotermica che, da quanto si apprende da fonti stampa, dovrebbero essere previsti nel prossimo decreto Fer2. Recentemente, il Mise aveva annunciato che entro la fine di settembre questo sarebbe stato approvato così da sbloccare le risorse per sostenere lo sviluppo geotermico, mentre da una recente risposta del governo, interrogato sulla questione, si apprende che, nelle prossime settimane, saranno acquisiti i pareri della conferenza unificata e dell’Autorità di regolazione per l’energia reti ambiente».

Ulmi e Meini lamentano «l’incertezza» sulla materia, per la quale «occorrono certezze». La Lega è d’accordo sulle consultazioni territoriali, «purché non si tratti di un referendum come in prima battuta ipotizzato», dicono dal Carroccio.

Ma tutta la geotermia è la stessa geotermia. «Secondo noi – dicono Ulmi e Meini – devono essere considerate le singole vocazioni territoriali toscane. Da un lato c’è la zona della Valdicecina tra le province di Pisa, Grosseto, Livorno e Siena, da sempre legate alla geotermia, dall’altro il Monte Amiata, sul cui territorio siamo contrari a nuovi impianti che andrebbero a scontrarsi con le altre peculiarità locali incompatibili con la presenza di strutture ad alta entalpia». In Toscana, con la geotermia, dicono Ulmi e Meini, «si soddisfa circa il 30 per cento del fabbisogno energetico regionale, pari a un consumo medio annuo di due milioni di famiglie, ma soprattutto si ha un risparmio di un milione e 400mila euro di tonnellate equivalente di petrolio con una minor produzione di 4,1 mega tonnellate di C2, con 650 occupati diretti e circa duemila nell’indotto promuovendo lo sviluppo di numerose piccole e medie imprese in diversi settori produttivi». — F.F.

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