A ogni filiera la sua tecnologia Solo così l’impresa cresce
grosseto. L’indice di infrastruttura digitale di Ernst & Young, una delle più importanti società di livello mondiale per la revisione contabile, misura sia la diffusione delle infrastrutture di telecomunicazioni e banda larga, sia il grado di digitalizzazione delle altre infrastrutture presenti su un territorio, fornendo una visione allargata dei fattori tecnologici abilitanti dello sviluppo. Cioè la capacità di soddisfare la domanda delle imprese di un territorio.
Le principali infrastrutture digitali, infatti, non supportano allo stesso modo le diverse filiere produttive. Ad esempio, recita il rapporto di Ernst & Young, «la fibra “a casa” (Ftth) è rilevante dove ci siano sedi da collegare, e meno importante per filiere come l’agroalimentare, per la quale sono più rilevanti 5G e IoT. Il wi-fi pubblico è di maggiore rilevanza per la filiera del turismo che per altre filiere, e così via».
L’indice, quindi, ingloba coefficienti che pesano le tecnologie in relazione a ciascuna filiera produttiva ed economica, valorizzando le tecnologie più adatte: e ciò permette di misurare il livello di adeguatezza delle infrastrutture digitali al tessuto produttivo locale.
Le filiere meno infrastrutturate sono l’agroalimentare e la vendita al dettaglio di prodotti alimentari, più concentrate nelle aree rurali con infrastrutture digitali meno diffuse. Tra le più dotate, quelle che hanno retto maggiormente alla pandemia di Covid19 ci sono: telecomunicazioni, media e intrattenimento, farmaceutico e dispositivi medici.
«È ormai assodato – commenta Andrea D’Acunto, manager di Ernst & Young – che per il rilancio economico l’Italia debba accelerare sulla digitalizzazione, a partire dagli investimenti sulle infrastrutture digitali, che non si limitano solo a banda ultralarga e 5G, ma comprendono anche cloud computing, reti IoT e sensoristica. L’accelerazione deve avvenire sulla base dei bisogni delle imprese, con una definizione delle priorità che metta in relazione la localizzazione del sistema produttivo italiano con la diffusione delle infrastrutture digitali sul territorio. Parte del supporto economico agli investimenti necessari ai territori oggi in condizione di gap infrastrutturale, può venire dal piano nazionale per la ripresa e la resilienza, con le opportune differenze: nel caso delle piccole e medie imprese per la modernizzazione dell’impresa, nel caso delle aziende più grandi per costruire o rafforzare l’ecosistema di filiera». —
M.F.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
