Giannone va all’attacco su Tari e Sei Toscana «Basta immobilismo»
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. È iniziata la campagna elettorale a Castiglione della Pescaia. L’ultimo consiglio comunale, chiuso anzitempo per problemi alla linea internet, ha scaldato gli animi e gli ultimi mesi di legislatura del sindaco Giancarlo Farnetani si preannunciano pieni di sorprese.
Dopo le polemiche sulle delibere dell’Hotel David e del porto di Punta Ala, appunto rinviate, che hanno aperto a mille dichiarazioni, a chiedere un intervento serio sulla tariffa della Tari è ora il capogruppo di Dare Michele Giannone. «Nella manovra di bilancio preventivo 2021 approvato a fine anno, avevamo chiesto al sindaco Farnetani il coraggio di definire sin da subito una riduzione sulla Tari, indicando dove trovare un risparmio del 30 per cento, ma non siamo stati ascoltati», scrive Giannone.
«Il sindaco Farnetani abbia il coraggio di prendersi la delega all’ambiente – ha aggiunto il capogruppo di Forza Italia – e d’intervenire nei confronti di questo imponente risparmio, circa un milione e mezzo, senza esitazione». Giannone se la prende con l’immobilismo soprattutto della vicesindaca Elena Nappi e su una probabile causa promossa da Sei Toscana: «Poiché la vicesindaca risulta ormai impegnata nella sua aspirazione a candidata sindaca nelle prossime elezioni con chicchessia – sottolinea ancora Giannone – c’è bisogno della massima rappresentatività in questo settore, dopo quanto emerso nell’ultimo consiglio comunale e fino a quel momento tenuto sottotraccia. Abbiamo appreso – conferma ancora Giannone – che Sei Toscana ha citato il Comune in una causa poiché nel periodo di pandemia ha abbassato la tariffa sui rifiuti per agevolare i cittadini (5 per cento di sconto, approvato a marzo 2019) e le attività lavorative nel difficile momento di forte incertezza economica. Sino al persistere di questa causa giudiziaria è auspicabile che venga interrotto l’accordo tra il Comune e Sei Toscana sulla sostituzione dei cassonetti con apertura della tesserina, la cui modalità esecutiva lascia ancora forti incertezze». —En. G.
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