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Il ritorno a scuola tra ingressi scaglionati e mille incertezze
Solamente la metà degli 8.000 ragazzi delle superiori potrà tornare da subito a sedersi ai banchi
Lina Senserini
Grosseto. Il 7 gennaio si torna a scuola in mezzo alle incertezze. Almeno per quanto riguarda i circa 8mila ragazzi delle superiori della provincia di Grosseto, che potranno tornare a sedersi sui banchi, ma solo per metà alla volta. Questo fino al 15 gennaio, poi si dovrebbe salire a due terzi dal giorno successivo.
Il condizionale è d’obbligo, perché tutto è legato all’andamento della pandemia e basta un nuovo balzo dei contagi per cambiare il programma voluto dalla ministra Azzolina. Tuttavia, cadendo il 16 di sabato, la data del rientro al 75 per cento, nella maggior parte dei casi si sposta al 18. Questo almeno è l’orientamento in Maremma, dove i dirigenti scolastici, hanno lavorato ininterrottamente tutto il mese di dicembre, ad esclusione delle feste comandate, per organizzare al meglio la ripartenza delle lezioni in presenza, sopratutto per quanto riguarda il nodo dei trasporti. Peraltro, da settembre, c’è stato un costante confronto su questo aspetto, con la regia della prefettura che ha messo allo stesso tavolo i dirigenti scolastici e l’azienda del trasporto pubblico proprio per garantire la massima sicurezza per i ragazzi, in un territorio in cui il pendolarismo scolastico verso le città più grandi è la regola. E questo, peraltro è anche uno dei motivi per cui i turni di lezione spalmati nell’arco della giornata non sono nemmeno stati presi in considerazione.
Al massimo ingressi scaglionati di qualche minuto, utilizzo di entrate diverse e apertura della scuola anticipata alle 7.30, come avvenuto all’istituto di istruzione superiore di Follonica, che comprende due licei, un istituto tecnico e un professionale. «I ragazzi, circa 1.000 in tutto, entrano tra le 7.45 e le 8 già da settembre - spiega la dirigente, Alessandra Marata - «Dal 7 gennaio saranno a scuola a giorni alterni, 500 alla volta. Siamo Già d’accorso con Tiemme per gli autobus, considerando che la metà degli studenti arriva da fuori». Al polo liceale Pietro Aldi di Grosseto, 1.200 studenti, 58 classi tra liceo classico e i tre indirizzi dello scientifico, il dirigente, Roberto Mugnai, ha distribuito equamente il rientro parziale, «riportando in classe subito quelli che erano stati a casa prima della chiusura totale. Abbiamo calendarizzato la prima settimana, poi vedremo di volta in volta – spiega – perché di certezze ce ne sono poche e le notizie sull’andamento dei contagi non sono rassicuranti». Anche all’istituto Del Rosso-Da Verrazzano, che accorpa le scuole superiori di Orbetello e Santo Stefano – 850 studenti in totale, divisi in 48 classi – il dirigente Enzo Sbrolli, ha già organizzato il rientro e consegnato all’azienda di trasporti l’elenco dei pendolari. Stessa cosa per l’istituto Zuccarelli di Pitigliano, diretto dallo stesso Sbrolli, che comprende le scuole superiori delle Colline del tufo. «L’organizzazione è complessa e segnata dall’incertezza, ma già ci eravamo organizzati per settembre, c’è solo da rivedere la programmazione al 50 per cento per i primi nove giorni, poi ci auguriamo che si possa tornare alla normalità», spiega Sbrolli. Anche per le scuole superiori dell’Amiata – 600 studenti, 32 classi e quattro sedi, divise tra Castel del Piano, Arcidosso e Santa Fiora – il nodo cruciale è quello dei trasporti. «Il piano era già predisposto, ma lo abbiamo tempestivamente adeguato – spiega il dirigente Cristiano Palla – scaglionando anche gli ingressi di 5-10 minuti. Ovviamente nelle scuole con più studenti, utilizziamo anche entrate differenziate per diluire i flussi. Noi ce la mettiamo tutta a stare dietro alle indicazioni normative – conclude – ma la situazione si modifica di giorno in giorno». —
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