Una tentata rapina con pistola clandestina No al patteggiamento
Il gip ha ritenuto non congrua la pena da 3 anni e 2 mesi per l’assalto, fallito, alla gioielleria Mirolli nello scorso luglio
Follonica. Niente patteggiamento per Errico Giuliani, 30 anni, di Napoli, arrestato lo scorso 1° luglio perché ritenuto responsabile del tentativo di rapina alla gioielleria Mirolli di Follonica.
Il gip Giovanni Muscogiuri ha ritenuto non congrua la pena concordata tra accusa e difesa e formulata a indagini preliminari non ancora concluse. Tre anni e 2 mesi con 1.400 euro era l’accordo raggiunto tra le parti. Secondo l’imputazione, Giuliani avrebbe agito in concorso con persone non ancora identificate (tre coloro che si erano presentati, secondo una prima ricostruzione) e avrebbe effettuato un sopralluogo nei pressi del negozio di via Roma prima di suonare insistentemente all’ingresso. Avrebbe avuto il volto coperto da un cappellino con visiera e da una mascherina; addosso avrebbe avuto una pistola completa di caricatore inserito contenente cinque cartucce, una semiautomatica Browning 7,65 di colore nero con la matricola punzonata e dunque clandestina; avrebbe fatto cenno alle due commesse di aprire per farlo entrare ma dall’interno il personale aveva chiamato i carabinieri.
I militari lo avevano fermato poco dopo, ancora in città, trovandogli e sequestrandogli la pistola. Alla pattuglia del radiomobile aveva detto di essere arrivato la sera prima da Napoli e di aver dormito in spiaggia. Dei complici non era stata più trovata traccia. Giuliani era stato arrestato e aveva scelto di non rispondere al gip, che aveva poi confermato il carcere. A lui sono stati contestati anche il porto abusivo delle cartucce e la ricettazione della pistola.
Il gip spiega di non poter dare assenso alla richiesta di patteggiamento a causa della recidiva reiterata specifica e infraquinquennale che grava su Giuliani ma anche perché non è possibile applicare alcuna attenuante generica: l’indagato ha in sostanza soltanto ammesso le proprie responsabilità, già dimostrate dagli schiaccianti elementi di prova, e non ha dato indicazioni per arrivare all’identificazione dei complici. Altre osservazioni sono state mosse dal giudice in merito agli aumenti di pena per la continuazione tra i reati contestati. Il fascicolo torna dunque in Procura. —
P.S.
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