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«La speranza è che il palazzo non resti a lungo deserto»

El. Gi.
«La speranza è che il palazzo non resti a lungo deserto»

La preoccupazione dei commercianti confinanti: «E ora che cosa ne sarà? La presenza di dipendenti e impiegati contribuiva a tener viva la zona» 

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GROSSETO. Se il palazzo di piazza Ferretti si svuota, che cosa ne sarà? Vedono quest’operazione con grande preoccupazione i commercianti e professionisti interpellati in via Roma, che col futuro trasferimento degli uffici finanziari temono un ulteriore svuotamento del centro e che l’immobile resti vuoto troppo a lungo, contribuendo ad alimentare il degrado. «È un rischio che nessuno di no vuole correre», dicono.

Finora, sugli spostamenti della storica sede degli uffici finanziari c’era giusto qualche chiacchiera e si rincorrevano “rumors”: loro stesso non ne hanno mai avuta certezza. Una strada, quella di via Roma, che più volte in passato ha dovuto fare i conti con problemi di sicurezza e ordine pubblico, specie in alcuni tratti (non in tutta la strada). Problemi che sarebbero di certo «superabili – dicono abitanti e commercianti - se la strada fosse sempre popolata, se conservasse attività vive e palpitanti in grado di creare movimento, giro d’affari, socialità, indotto, eventi».

Ne sa qualcosa Michele Scuffiotti, edicolante grossetano che ha il chiosco affacciato su piazza Ferretti e che in questi anni ha fatto del “ripopolamento sociale” il suo cavallo di battaglia. Michele ha avuto l’intuizione di trasformare la sua rivendita di giornali in un centro propulsore di eventi e musica (Edicolacustica), un punto di riferimento culturale e sociale diventato esperimento inedito e pioneristico a livello nazionale. Lui stesso ammette d’aver sentito alcune «indiscrezioni» in passato, ma di certo finora non sapeva niente. «Posso solo dire che, se è vero che lo Stato trasferirà altrove i suoi uffici finanziari, che almeno il palazzo venga subito ripopolato, che non resti vuoto». Chiunque, in zona, vorrebbe evitare che un immobile così grande rimanesse uno spettro, perché è proprio nelle attività aperte che vive l’anima della società. In via Roma ora la situazione è abbastanza tranquilla», dice lui. Finora «l’attività degli uffici di piazza Ferretti ha sempre creato movimento di gente, almeno durante la mattinata, e non solo per me ma anche per tutte le altre attività di via Roma: dal bar al ristorante, ci sono sempre stati addetti degli uffici che andavano a bere, a mangiare e a prendere un caffè. Mi piacerebbe che, se proprio succedesse una cosa del genere, almeno si avesse subito un’idea di come rimpiazzare il vuoto lasciato». In via Roma, già ci sono fondi deserti, dopo che hanno chiuso i battenti; per esempio («più avanti») una banca.

Cecilia Severi, farmacista in via Roma e piazza Dante, spiega che «in via Roma «qualcosa è stato anche fato, c’è stato un impegno a vedere di risolvere un po’ i problemi con le telecamere, l’illuminazione, i dossi sulla strada, l’ex Garibaldi che pare sia arrivato finalmente a un punto di svolta, l’attenzione per il vicino palazzo abbandonato di via Fucini, ma il problema è che copri da una parte e scopri da un’altra. Io sono aperta a tutti, ma se tutti abbiamo gli stessi diritti è giusto che tutti abbiamo anche gli stessi doveri. In via Roma, per dirne una, gli assembramenti continuano e ci sono regole che non vengono rispettate, gente che entra senza mascherina». Riguardo al palazzo che potrebbe svuotarsi (del tutto o in parte è ancora da capire), «sarà un problema grande per la città e non solo per via Roma - conclude la professionista - Gli uffici finanziari hanno sempre portato movimento». —

El. Gi.

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