Italia
Nuova sede per i bisognosi, Caritas cerca benefattori
Elisabetta Giorgi
GROSSETO. La Caritas fa appello ai benefattori e cerca risorse per realizzare la nuova sede a servizio dei bisognosi: costerà circa 2 milioni di euro.
Una struttura diventata di fondamentale importanza. Solo per fornire qualche dato, rispetto al 2019 il quantitativo di generi alimentari distribuiti alle famiglie grossetane da Caritas ha avuto quest’anno un’impennata del +766%. Segno di un aumento esponenziale del bisogno.
Per contribuire alla sede nuova, «qualche persona generosa si è già mossa», dicono dalla Diocesi. Il che è di sicuro un’ottima partenza, ma servono ulteriori aiuti e per questo è forte l’invito a donare per un progetto di altissimo valore sociale per l’intera comunità.
L’immobile sorgerà in via Pisa (zona Cottolengo), dove già trova spazio da alcuni anni uno dei servizi di punta della Caritas: la Bottega della solidarietà. Vi sorgevano accanto dei capannoni in disuso, che la Diocesi ha potuto acquistare grazie alla donazione ricevuta dalla famiglia Santini di Ravi e alla permuta dell’ex chiesetta de “Il Cristo”, lungo la strada provinciale del Pollino. Ora quei volumi dovranno essere demoliti, bonificati e trasformati in nuovi spazi nei quali – spiega la Diocesi – la dimensione di prossimità della Chiesa possa tradursi in luoghi accoglienti, confortevoli, più adeguati rispetto agli attuali in via Alfieri.
Il progetto è stato affidato all’ingegner Emanuele Manusia e all’architetto Arianna Lamura di Arching Toscana, con sede in Grosseto. L’immobile, attualmente in disuso, è costituito da un corpo di fabbrica rettangolare, in muratura portante, con una superficie utile lorda di 560 metri quadri, pari a un volume di circa 1700 metri cubi. Il costo della nuova sede, completo di arredi, come detto gravita sui 2 milioni di euro. Non si tratta di cercare 2 milioni “da zero”. Ci sono stati dei lasciti; sfiorano i 17mila euro le offerte giunte nel primo di lancio della campagna per il progetto. Poi ci sono risorse grazie all’alienazione di alcuni beni di cui disponeva la Diocesi ed è in arrivo «un contributo della Cei attraverso i fondi 8xmille», risorse che per il momento – fanno sapere dall’Economato diocesano – non sono ancora quantificate. Il tutto è sicuramente «una buona partenza ma non sarà sufficiente per completare il progetto. Per questo c’è bisogno dell’aiuto di tutti».
D’altronde i numeri del “bisogno” sono alti. L’emergenza sanitaria legata alla pandemia sta sempre più diventando emergenza sociale. Lo dicono tanti indicatori, fra i quali l’impegno straordinario con cui la Chiesa sta cercando di rispondere ai bisogni più immediati delle famiglie. Tuttavia gli ultimi dati, quelli diffusi da Caritas che erano stati definitivamente sistemati due mesi fa, offrono una fotografia ancor più preoccupante della situazione, come ha reso noto il settimanale diocesano Toscana Oggi. Il più impressionante è quello della Bottega della solidarietà, il centro alimentare che Caritas ha in via Pisa e che soprattutto durante il lockdown è diventato il punto nevralgico del quotidiano, silenzioso e ininterrotto servizio che la Chiesa di Grosseto ha fatto per venire incontro ai bisogni primari delle famiglie», dice la Diocesi. Il quantitativo di generi alimentari distribuito sotto forma di spesa dai volontari di Caritas nel periodo 1º gennaio-23 ottobre 2020 è stato pari a 166.702 chili. Nello stesso periodo dell’anno precedente era stato di 19.235 chili. Il balzo in avanti è eclatante: +766%. Luca Grandi, vicedirettore di Caritas, nei mesi del lockdown ha coordinato gli oltre 60 volontari che, accogliendo l’appello del vescovo, si sono messi a disposizione. «Un dato che fa davvero impressione - ha commentato lui a ottoobre - a chi, come noi, vive quotidianamente la relazione con tante forme di povertà». E c’è stata un’impennata di servizi di aiuti alla famiglia, gestiti dalla Caritas diocesana e dalle 10 Caritas parrocchiali. —
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