Meteo
Zona industriale e commercio Un report dei Giovani dem
FOLLONICA. Il gruppo dei Giovani democratici di Follonica è composto da 8 universitari, tutti tra i 20 e i 25 anni, guidati dal segretario Gabriele Pasquini.
Il gruppo si riunisce un paio di volte al mese, via web negli ultimi tempi, e cerca di capire cosa fare per migliorare la propria città. Uno degli ultimi argomenti trattati dai ragazzi del Pd riguarda i servizi della zona industriale della città del golfo. I ragazzi hanno svolto un’indagine su varie attività commerciali presenti in quella zona della città, fornendo ai titolari una serie di domande mirate a comprendere difficoltà ed esigenze così da pensare a delle proposte per il futuro.
«La zona industriale è una delle aree più importanti del comune di Follonica – dice Pasquini – sia per la grande quantità che per la varietà di esercizi commerciali presenti al suo interno». Ci sono però delle notevoli problematiche, evidenziate dai ragazzi, che i proprietari delle attività devono affrontare quotidianamente.
«Abbiamo fatto una decina di incontri con i commercianti – spiega Pasquini – ci siamo divisi in vari gruppi e ci siamo poi confrontati. Il risultato è un elenco di situazioni comuni a tutti ma anche problemi specifici che potrebbero essere risolti con attività mirate».
Quello che hanno evidenziato i Giovani democratici in occasione dei vari incontri sono le problematiche condivise legate all’urbanistica del luogo, il problema idrogeologico e la sicurezza. «Abbiamo chiesto dei problemi della zona – spiega Pasquini – e le risposte sono sempre simili: mancanza della segnaletica, problemi all’asfalto e la sensazione che la zona sia poco sicura. Ci sono poi i problemi legati agli impianti fognari che in situazioni di maltempo causano allagamenti. Ci sono anche dei negozianti che hanno chiesto una pattuglia fissa o un passaggio più frequente della forze dell’ordine, altri invece hanno chiesto più telecamere e maggiore illuminazione». La digitalizzazione è stato uno degli argomenti affrontati. Pasquini spiega che in molti hanno fatto una conversione digitale a causa dell’epidemia in corso, così da migliorare le vendite puntando sull’online. Avere i clienti in negozio resta però l’esigenza principale: «Vedono il vantaggio nell’ordine online – dice Pasquini – ma si rendono conto che non è possibile fare tutto e solo online. In molti comunque chiedono la banda larga per favorire le aziende del settore tecnologico». L’ultimo tema riguarda quello del personale specializzato e i corsi di formazione: «Il personale non è molto qualificato – spiega il segretario – e molti dipendenti ricevono formazione in itinere. Questa difficoltà nel trovare manodopera specializzata è dovuta al fatto che manca un corso di formazione nel territorio. Ci vorrebbero corsi tecnici – conclude – e specifici, collegati alla zona industriale». — G.S.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
