Il presidio
Argini trasversali la possibile risposta per la sicurezza del fiume Albegna
Il progetto, cui lavora il Genio civile, illustrato ieri a Giani durante un incontro “bipartisan” sulle criticità del territorio
Ivana Agostini
magliano in toscana. Argini trasversali per mettere in sicurezza il fiume Abegna a nord del ponte di Marsiliana. Questa la soluzione a cui sta lavorando il Genio civile della Regione Toscana che ieri ha illustrato l’idea al presidente della Regione Eugenio Giani, in visita a Magliano in Toscana.
La messa in sicurezza del fiume Albegna nella parte alta, quella in cui il suo letto non esiste praticamente più, non si è quindi ancora concretizzata nonostante siano passati otto anni dall’alluvione del 2012, sei da quella del 2014 e nel 2019 sia stato sfiorato un terzo evento. Nonostante il tributo in vite umane sia stato elevato: sei nel 2012, due nel 2014.
Tutto si è svolto nella sala consiliare dove erano presenti il sindaco Diego Cinelli, l’assessore regionale all’Economia Leonardo Marras, il sindaco di Manciano Mirco Morini, l’assessore di Orbetello Luca Teglia, i consiglieri regionali del territorio Andrea Ulmi (Lega) e Donatella Spadi (Pd), il presidente del Consorzio di bonifica Fabio Bellacchi e il dirigente del Genio civile Renzo Ricciardi.
Prima del suo ingresso in municipio Giani ha ricevuto da Aldo Leonzi, presidente dell’associazione Vita che si occupa della sicurezza idraulica del territorio, una serie di documenti che attestano l’impegno dell’associazione sul territorio.
Bellacchi ha fatto il punto della situazione dividendo l’Albegna in tre parti.
La zona che va dalla foce al ponte di Marsiliana, da qui a Saturnia e la parte collinare.
«Mentre sulla parte costiera il problema della sicurezza idraulica, a parte la mancanza dello scolmatore di Campo Regio, è praticamente risolto – ha sostenuto Bellacchi – diversa la situazione per la parte a nord. Abbiamo la necessità di togliere la breccia che si accumula sul fiume e che resta nei pressi del letto». Il presidente del consorzio ha parlato di un’idea per creare in questa zona un bacino per trattenere le acque con la possibilità di creare anche energia idroelettrica.
Sul tema dell’Albegna è intervenuto il dirigente del Genio Renzo Ricciardi che ha posto l’attenzione sulla parte alta del fiume Albegna.
«Abbiamo creato un gruppo regionale interdisciplinare tra difesa del suolo, ambiente e agricoltura per valutare proprio la quantità di trasporto solido dell’Albegna e gli interventi di mitigazione comprese le sovvenzioni delle attività agricole. L’obiettivo è quello di creare degli argini traversi che garantiscano il trattenimento di acqua nel periodo di piena, rilasciandola lentamente passato il momento più critico e che aiuterebbero anche a combattere l’erosione sulla costa». Sulla parte alta del fiume il Consorzio ha realizzato interventi per un milione di euro che però – come ha detto Ricciardi – «si sono vanificati alla prima piena». Sono stati analizzati i problemi dell’Elsa e del Fiascone. Morini, a questo proposito, ha ricordato l’esistenza di un progetto per la realizzazione di un ponte che spera possa essere fatto. La conclusione è stata del presidente Giani. «È determinante – ha detto – concludere lo scolmatore di Albinia. Questo è il momento dei progetti che ci permetteranno di recuperare i fondi per realizzare le opere». —
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