Il Tirreno

Grosseto

LA MAREMMA DELLE VIGNE 

Via libera dell’Europa al nuovo disciplinare per i vini della Doc

Lina Senserini
Via libera dell’Europa al nuovo disciplinare per i vini della Doc

Il percorso iniziato 4 anni fa si chiude con il pregiato sigillo All’orizzonte si aprono nuovi e importanti sbocchi di mercato

2 MINUTI DI LETTURA





Lina Senserini

Grosseto. Via libera dell’Unione europea alle modifiche del disciplinare di produzione per i vini della Doc Maremma.

Si conclude con il sigillo comunitario il lungo percorso iniziato quattro anni fa, che ha portato in agosto al riconoscimento ufficiale delle novità introdotte negli uvaggi da parte del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, tramite il Comitato nazionale vini, che ha approvato le modifiche nella produzione dei rossi e dei bianchi della giovane Doc provinciale. Inserendo contestualmente per entrambi anche la menzione “Riserva” e consentendo di utilizzare in etichetta l’indicazione di due varietà (cosiddette tipologie bivarietali), che incontra particolare apprezzamento all’estero. Già questo primo traguardo è stato fondamentale per agevolare il completamento del passaggio dalla preesistente Igt alla Doc, che adegua la denominazione Maremma Toscana alle nuove esigenze dei consumatori. Ora, la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, il 18 dicembre 2020, apre anche a nuovi sbocchi di mercato poiché si possono commercializzare in tutta Europa e nei Paesi terzi i vini prodotti secondo il nuovo disciplinare.

«Saremo i primi in Toscana ad avere la possibilità di utilizzare in etichetta, in un vino Dop, l’indicazione di due varietà, molto richiesto soprattutto su mercati come Stati Uniti, Regno Unito e Nord Europa», spiega il presidente del Consorzio tutela vini della Maremma toscana, Francesco Mazzei, che ha fortemente voluto le modifiche al disciplinare, impegnandosi a portare a casa questo risultato fin dalla sua elezione alla presidenza del consorzio nel 2018. «Questo è un passo che ci permette di giocare d’anticipo – aggiunge – adattandoci al meglio alle nuove esigenze di mercato per aumentarne gli sbocchi commerciali, consolidando, al contempo, gli attuali trend di crescita e rimarcando l’aspetto qualitativo della produzione».

Il primo effetto del riconoscimento dell’Unione europea al nuovo disciplinare, infatti, amplia il raggio d’azione della Doc Maremma che rappresenta una Toscana del vino ancora giovane ma con grandi potenzialità, considerando che, anche ne 2020, conferma il trend in crescita dell’imbottigliato, in controtendenza rispetto a tante altre Dop Toscane. Tecnicamente, le modifiche più rilevanti del disciplinare, oltre alla novità dell’inserimento delle tipologie bivarietali in etichetta, sono l’uso di Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah e Ciliegiolo, da sole o con altre uve e per un minimo del 60 per cento, per i rossi. Per i bianchi, invece, accanto a Vermentino e Trebbiano toscano sarà possibile utilizzare anche il Viognier da solo o insieme ad altre due varietà, per almeno il 60%.

La menzione “Riserva” per la tipologia bianco prevede un invecchiamento non inferiore a 12 mesi, mentre per il rosso, invecchiamento obbligatorio di due anni, di cui almeno sei mesi in legno. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web