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Ladro entra in casa di notte e porta via 1.000 euro

Francesca Ferri
A destra il terrazzo al secondo piano dove il ladro si è arrampicato per entrare in casa e, a destra, il foro fatto con un trapano a mano nella porta
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A destra il terrazzo al secondo piano dove il ladro si è arrampicato per entrare in casa e, a destra, il foro fatto con un trapano a mano nella porta

Furto in Verde Maremma, la derubata: «Erano le 4 di notte: perché noi dobbiamo rientrare alle 22 e loro vanno in giro?» 

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GROSSETO. L’orecchio del cane intercetta qualcosa nel silenzio buio della notte. La bestiola tira su la testa di scatto, il muso rivolto alla fonte del rumore.

No, non si è sbagliato. Si alza sulle quattro zampe, si precipita in cucina e lì trova il ladro, con le mani dentro a un borsello. Comincia a ringhiare e ad abbaiare forte, più efficace di un allarme elettronico. I padroni si svegliano, lì per lì non capiscono, ancora insonnoliti. Poi sentono un gran frastuono e capiscono. La signora si alza, corre in cucina e lì trova per terra borsa e borselli, suo e del marito. Si sporge fuori: la fioriera di metallo è sradicata – il trambusto appena sentito – e del ladro appena scappato via non c’è traccia.

Un Santo Stefano iniziato nel peggiore dei modi per Cinzia Marzocchi, commerciante grossetana, e il marito, dipendente di una serra. Alle 4 del mattino del 26 dicembre la loro casa è stata visitata dai ladri. Almeno uno si è intrufolato nella loro al secondo piano di un condominio di via della Tormalina, in Verde Maremma a Grosseto.

«L’altro probabilmente faceva da palo in strada», ipotizza la donna. «Non ci siamo accorti di nulla, se non quando abbiamo sentito il cane e poi il frastuono provocato dal fatto che, durante la fuga precipitosa, il ladro abbia rovesciato la fioriera – racconta –. Ma quando è entrato assolutamente nulla».

Il ladro si è arrampicato al secondo piano sfruttando qualche muretto che gli ha fatto da appiglio. Poi ha bucato con un trapano a mano la porta che dà nella cucina.

Qui ha trovato la borsa della signora e, al suo interno, il borsello, ma vuoto. «Per fortuna la vigilia di Natale ero riuscita a passare dalla banca e a depositare l’incasso del mio negozio», dice la signora.

Il ladro è stato più fortunato, invece, con il borsello del marito della signora. Dentro c’era il suo stipendio. «Mio marito aveva appena riscosso e non aveva fatto in tempo a depositare i soldi in banca», racconta Cinzia.

Fortuna, quella del ladro, o strategia? Davvero un topo d’appartamento si arrampicherebbe al secondo piano, si metterebbe a trapanare a mano una porta, si intrufolerebbe in una casa che sa essere abitata in quel momento, se non fosse sicuro di avere un ritorno certo?

«La polizia mi ha chiesto se non avessi notato qualcuno di strano nei giorni precedenti – dice Cinzia – ma non saprei dirlo. Davanti a casa mia c’è un parchetto, all’incrocio con la via Castiglionese, frequentato da spacciatori e loro clienti. Difficile non vedere facce nuove ogni giorno».

La donna ha sporto denuncia alla polizia. Resta la rabbia e la sensazione di vulnerabilità. «Più che paura rabbia, sì – dice Cinzia – perché non mi sento protetta. Ma come: io devo rientrare a casa entro le 22 sennò mi fanno la multa per il lockdown, e questa gente circola indisturbata alle 4 di notte e va a rubare nelle case. Non mi sembra normale».

Soltanto pochi giorni fa due ladri hanno fatto esplodere il distributore automatico del negozio Canapa street in via Aquileia e la stessa sera ignoti sono entrati nella piscina di via De’ Barberi. Qualche giorno prima era toccato al distributore della farmacia di via Inghilterra. —

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