Il Tirreno

Grosseto

l'economia del mare

Concessioni balneari, rinnovi e strigliate dall’Ue: Comuni ai ripari per la deroga al 2033

Francesca Ferri
Concessioni balneari, rinnovi e strigliate dall’Ue: Comuni ai ripari per la deroga al 2033

A ogni municipio la sua strategia per evitare contestazioni, a Grosseto percorso rigoroso, ma un solo contratto firmato

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Il 3 dicembre la Commissione europea ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora per contestare il rinnovo automatico delle concessioni balneari – stabilimenti, aree per attività sportive, approdi – fino al 2033, rinnovo che il governo aveva sancito con la legge 145/ 2018.

È la seconda volta che l’Europa tira le orecchie all’Italia, la quale non ne vuole sapere di applicare la direttiva Bolkestein, la legge europea che dal 2006 propugna la libertà di concorrenza all’interno del mercato europeo.

La Commissione ha dato all’Italia due mesi di tempo, a partire dal 3 dicembre, per rispondere alle argomentazioni sollevate. Dopodiché Bruxelles potrà passare alla seconda tappa della procedura d’infrazione, inviando un parere motivato ed eventualmente multando l’Italia. Resta dunque poco più di un mese di tempo.

Nel frattempo, però, i Comuni hanno cercato – chi in un modo, chi nell’altro, chi affrettandosi e chi all’ultimo minuto – di applicare la 145/2018.

A tre giorni dalla scadenza delle concessioni demaniali, a che punto siamo in Maremma? Come si sono mossi i comuni? I rinnovi al 2033 sono già stati sottoscritti? E potranno essere contestati?

Le strategie scelte dai vari municipi sono diverse (vedi articoli ai link in fondo al testo) e la cosa non deve sorprendere. Da un lato l’Ue impone una procedura di evidenza pubblica. Vuole cioè che le concessioni già occupate siano pubblicizzate, ovvero “rese pubbliche”, in modo che eventuali nuovi soggetti interessati possano farsi avanti per tentare di aggiudicarsele (nel caso va fatta una procedura di evidenza pubblica, come una gara), e chiede che in ogni comune vi siano spazi disponibili da concedere. Dall’altro il governo ha emanato in estate il decreto Rilancio che ha permesso il rinnovo automatico e bloccato le procedure avviate dai Comuni. I giuristi hanno rilevato che certi passaggi del decreto cozzano col diritto Ue. Ma tant’è: molti lo hanno applicato alla lettera, approfittando della scorciatoia, in alcuni casi semplicemente mettendo timbro alle concessioni esistenti ma cambiando la scadenza, rifissandola al 2033.

Non ha fatto così Grosseto. Qui l’amministrazione comunale ha scelto il percorso più rigoroso, anche se più lungo. Prima una delibera di giunta, la 98 del 22 aprile, con indicate le azioni chieste ai bagnetti e al Comune stesso per applicare i rinnovi a un centinaio di concessioni (i bagni sono circa 50 ma molti hanno due concessioni, una per la spiaggia e una per la struttura). Poi la pubblicazione di ciascuna concessione, per i 20 giorni successivi alla delibera, sul sito del Comune. Allo stesso tempo l’individuazione di spazi liberi da offrire a eventuali nuovi interessati. Infine una determina dirigenziale, la 2312 del 25 novembre, per adottare le procedure operative per il rinnovo.

Dodici giorni dopo è arrivata la lettera da Bruxelles.

L’assessore al Demanio, Riccardo Megale, però, si dice fiducioso. «Abbiamo fatto quanto prevede la legge – dice –. Per ciascuna concessione abbiamo fatto una pubblicazione di 20 giorni, e non abbiamo ricevuto manifestazioni di interesse, perciò non devo fare gare. Altro principio richiesto era avere degli spazi liberi, e ce li abbiamo: davanti Colonie di Marina, davanti a Villa Gaia, verso il Cielo Verde, una verso Principina che metteremo a gara. Dunque, se c’è un imprenditore esterno può occupare uno di questi spazi. Io mi sento a posto: a Bari, che ha adottato una procedura simile alla nostra, non hanno contestato nulla».

La precisione, però, si paga. Ad oggi, infatti, solo una concessione è stata rinnovata. «Al momento abbiamo firmato il contratto con il bagno Moby Dick – spiega Megale – e il prossimo previsto è il bagno Sirena, che ha già tutto pronto. Le concessioni vengono date scaglionate perché per ciascuna bisogna fare l’atto. Ma chi è a posto con la documentazione non ha niente da temere».

E se l’Ue dovesse bloccare i rinnovi? «Sarebbe una cosa a livello nazionale», dice Megale. lasciando intendere che, a quel punto, sciogliere i nodi spetterebbe a chi quei nodi li ha intrecciati. «Noi, dal canto nostro, continueremo a firmare i contratti», conclude. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.39707545:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2020/12/28/news/concessioni-balneari-e-concorrenza-sul-mercato-castiglione-della-pescaia-segnalato-1.39707545]]

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.39707761:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2020/12/28/news/concessioni-a-follonica-incognita-rinnovi-al-2033-1.39707761]]

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.39714821:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2020/12/30/news/concessioni-la-situazione-all-argentario-e-a-capalbio-1.39714821]]

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web