Il Tirreno

Grosseto

la cuoca di un asilo 

Infortunio sul lavoro denunciato in ritardo «Sì al risarcimento»

P.S.

2 MINUTI DI LETTURA





grosseto. Il giudice del lavoro ha condannato il Comune di Grosseto a versare (con la copertura dell’assicurazione) oltre 60mila euro per il risarcimento della dipendente di un asilo nido, una cuoca, che aveva subìto un infortunio sul lavoro.

Il ricorso era stato presentato nell’ottobre 2018: la dipendente, assistita dall’avvocato Sandro Nunzi, aveva chiesto il risarcimento del danno per effetto della mancata attivazione del Comune della polizza infortuni stipulata appunto in favore dei dipendenti. In sostanza, la donna oggi 68enne aveva spiegato che si era infortunata nel settembre 2012 mentre era al lavoro e che non aveva potuto beneficiare dell’indennizzo a causa della denuncia tardiva da parte del datore di lavoro, il Comune appunto. L’amministrazione, che non aveva contestato l’infortunio, aveva chiesto e ottenuto di poter chiamare in causa la compagnia assicuratrice UnipolSai (per essere tenuta indenne), sottolineando però che il ritardo potesse essere invocato dalla compagnia per legittimare il rifiuto del pagamento. UnipolSai, costituitasi in giudizio, aveva segnalato da parte sua che l’infortunio era stato segnalato solamente nel maggio 2016, cioè quasi quattro anni dopo, e che non avrebbe comunque pagare più di quanto la donna aveva ricevuto dall’Inail (che aveva riconosciuto un’invalidità permanente intorno al 40 per cento). Il Comune aveva anche aggiunto che l’obbligo di segnalazione di infortunio sarebbe spettato unicamente all’infortunata.

Il giudice Giuseppe Grosso è stato di diverso avviso e ha evidenziato che il contratto di assicurazione è per conto altrui e che, se è vero che sul contraente non gravano compiti informativi, è anche vero che l’assicurato è estraneo rispetto alla stipula, ben potendo non avere contezza dell’esistenza di obblighi e ben potendo confidare sul fatto che il contraente (il Comune) farà di tutto per metterlo in condizione di beneficiare della polizza. La dipendente ha dunque «diritto a ottenere dal Comune la medesima somma che avrebbe avuto diritto a percepire dall’assicurazione, se questa fosse stata informata dell’avvenuto sinistro», scrive il giudice che non ritiene rilevante il fatto che Inail abbia già risarcitoe che ha respinto le eccezioni di decadenza e prescrizione sollevate da UnipolSai. Dunque la condanna al versamento di 60.860 euro più interessi per il risarcimento del danno da mancata attivazione della polizza, più 6.888 euro di spese, entrambe le cifre con copertura di UnipolSai. —

P.S.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web