Italia
Il vescovo: «Questo Natale può diventare una grazia»
Il riferimento alla pandemia nella celebrazione della Messa della notte Monsignor Cetoloni ha poi benedetto il presepe nella cappella del Crocifisso
grosseto. «Natale di nostro Signore Gesù Cristo secondo la carne». Con questo annuncio, e con la contemporanea accensione di tutte le luci del Duomo, il vescovo Rodolfo Cetoloni ha dato inizio alla celebrazione della Messa della notte di Natale. Monsignor Cetoloni si è avvicinato alla Natività, ha alzato il velo che copriva la statua del Bambinello, portata da Betlemme nel lontano 1961 da don Franco Cencioni, e si è inginocchiato in segno di adorazione, mentre la corale intonava l’Adeste Fideles.
Buono l’afflusso dei fedeli, accolti in Duomo dai volontari della Misericordia, che hanno assicurato il servizio d’ordine garantendo il distanziamento. Alla celebrazione è intervenuta anche l’assessora alle politiche sociali del Comune di Grosseto, Mirella Milli, in rappresentanza del Comune. La sua presenza ha dato lo spunto al vescovo di sottolineare il desiderio che «questa festa, che nasce dalla fede, entri nelle realtà civili, sociali della nostra città e in tutto quello che la riguarda e che sia una buona notizia, aiutando tutti a impegnarsi di più, in un clima di famiglia, di rispetto delle diversità e di collaborazione».
«Il Bene è il Natale di Gesù- ha detto tra l’altro il vescovo - Il Bene che ha creato per me questa nascita e che spinge ciascuno a rivivere i suoi stessi sentimenti. Quale bene è questo bambino! È un bene a cui aprirsi, come la notte si apre alla luce. Ecco, questo è il Natale, anzi: questo è Gesù, questo è Dio nato per noi. Non basta dire buon Natale, bisogna dire Gesù!». E, riflettendo sul momento attuale, segnato dalla pandemia, ha aggiunto: «Quest’anno, la situazione che viviamo ci offre un Natale potato, ma che potrà diventare una grazia se, sapendo andare oltre ciò che non possiamo fare o avere, con sincerità, intensità e con un po’ di tempo, ci mettiamo di fronte a questo fatto, a questo amore, a questa vicinanza in cui Dio ci chiede di essere accolto, adorato. E ci chiede di farla nostra, questa verità, come un tesoro che già conosciamo, ma che forse ancora non ci ha preso il cuore come potrebbe. La gioia dei pastori quella notte a Betlemme può essere anche per noi!».
Al termine della Messa della notte il vescovo ha raggiunto il presepe realizzato in cattedrale, nella cappella del Crocifisso, dagli operai delle chiese di Montepescali e lo ha benedetto e incensato. Raffigura, da un lato la torre di Babele, a significare che oggi come ieri spesso non riusciamo a capirci, a comprendere le ragioni altrui, a dialogare. Sull’altro lato la Natività, con Cristo Signore entrato nella storia per unire e per dare più vita alla vita.
Nel giorno di Natale, monsignor Cetoloni ha presieduto il Pontificale solenne delle 11. I 4 seminaristi e i 2 giovani del propedeutico, coordinati da don Andrea Pieri, hanno servito all’altare in entrambe le celebrazioni. La Messa della notte è stata animata col canto da una componente della corale Puccini, mentre la Messa del giorno dal coro della cattedrale. In entrambe le circostanze ha curato e diretto Luca Bernazzani, responsabile musica sacra dell’ufficio liturgico diocesano. All’organo Enzo Merone. —
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