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Meno doni e niente cenoni Nelle feste più povere siamo più vicini ai poveri
Don Enzo Capitani e il Natale della pandemia
la riflessione
don enzo capitani
Il Natale che ci apprestiamo a vivere è un Natale diverso e antico allo stesso tempo. Diverso perché non siamo abituati, seguendo le ultime generazioni di tempi e persone, a un Natale così. Eravamo abituati a un Natale soprattutto ricoperto da scambio di doni, mutuato dai regali. Quest’anno è diverso, perché queste cose sono limitate.
Ed è un Natale antico perché ci costringe a recuperare il valore fondante del Natale, che è segno di una vita che nasce, di qualcosa che inizia. Mai come quest’anno abbiamo bisogno di segni che ci indichino una rinascita completa. Non solo di una ripartenza: abbiamo bisogno di riscoprire su cosa fondare la nostra vita perché questo dramma non ha annientato la nostra vita. E una nascita è segno della vita che va oltre la morte, oltre la sofferenza. Qui sta l’antichità di questa festa.
C’è un altro aspetto di questo Natale, diverso dagli anni passati. Essendo limitati nel numero di persone da frequentare, riscopriamo il senso del focolare. Non si può andare al ristorante, come era diventato di moda ultimamente, visto che stare in casa, condividere il pane, significa condividere relazioni. E siccome le relazioni ora sono molto complicate, stare in casa era un rischio e si andava al ristorante. Dover stare in casa ora ci costringe a riflettere sullo stare in famiglia, genitori, figli, conviventi. Riscoprire l’intimità della tenerezza di questo Natale è riscoprire il valore di questa festa.
Si badi bene: è un calore che può far male. Chi è solo non può trovare questo affetto, chi è povero può stringersi solo nei suoi miseri panni. Ma in questo Natale in cui siamo tutti più poveri, possiamo sentirci più vicini ai poveri.
Quell’affetto che troviamo nell’intimità del focolare abbiamo bisogno di condividerlo in un’altra maniera. Abbracci e carezze che erano diventati gesti automatici ora che ne siamo privati ci appaiono con un altro valore. E dobbiamo inventarci un modo diverso per far sentire il nostro amore. Per farlo ci vuole fantasia. Per amare ci vuole fantasia. —
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