Il Tirreno

Grosseto

Luna park spento da mesi I giostrai li aiuta la Caritas

Alfredo Faetti
Luna park spento da mesi I giostrai li aiuta la Caritas

Molte famiglie non hanno alternative alla spesa nella Bottega della solidarietà Ferme e senza prospettive per l’immediato futuro, per loro è crisi nera 

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Alfredo Faetti

grosseto. Le giostre non girano più, le luci dell’autoscontro sono spente da un pezzo, così come quelle del tiro al bersaglio e di qualsiasi altra attrazione si possa trovare in un luna park, in una fiera o in una festa di paese. Un’immagine triste che ben racconta i tempi segnati dalla pandemia, che per oltre sessanta famiglie residenti in Maremma significa anche crisi nera, tanto da sfociare nella fame.

Lo dimostrano gli accessi alla Bottega della solidarietà della Caritas, in via Pisa a Grosseto, da parte dei giostrai grossetani, costretti a chiedere un aiuto alle associazioni per tirare avanti dopo un anno in cui l’attività è stata poca o nulla.

«Per fortuna c’è stata la Caritas, che ringraziamo, che ha dato un sostegno alle famiglie più in difficoltà, di cui non facciamo i nomi – spiega Luca Moruzzi, segretario regionale Snisv, il sindacato di riferimento della Cisl –. Il nostro settore è con l’acqua alla gola».

Nel calderone dei settori in forte crisi a causa del Covid ci sono anche loro, i giostrai. Una categoria che da un anno circa non riesce proprio a ripartire.

Una situazione ancor più complessa, per certi versi, rispetto a quella dei ristoranti e delle sale da ballo, perché i tempi per gli esercenti dello spettacolo viandante sono nettamente più dilatati.

«Quando è arrivato il lockdown di primavera noi arrivavamo comunque da un inverno di lavoro – spiega Moruzzi – Questa seconda fase di chiusure invece arriva dopo già molti mesi in cui siamo rimasti fermi».

Ma se per molte imprese la speranza è quella di tornare a una sorta di normalità all’inizio della primavera, per i giostrai l’orizzonte sembra ancor più lontano.

«Noi lavoriamo soprattutto in momenti ben precisi, ma già adesso molti carnevali dell’edizione 2021 sono già stati cancellati e l’impressione è che le chiusure per le manifestazioni ci saranno anche a Pasqua», continua Moruzzi.

Restare senza poter lavorare per un anno intero, con la prospettiva di non riprendere ancora per dei mesi, crea una nuova fetta di povertà nella comunità.

Il sindacalista viene chiamato per fare il punto a livello generale, perché gli impresari dello spettacolo del Grossetano non vogliono parlare direttamente, viste le enormi difficoltà che stanno attraversando.

Sono circa 60-70 nuclei familiari che in alcuni momenti hanno avuto la falsa speranza di poter ripartire. Come quando in città avevano preso il via gli allestimenti per il luna park. «Ma non è neanche aperto dopo i blocchi, il Comune non se l’è sentita», spiega Moruzzi.

Un problema, perché se sa una parte il lavoro è fermo, dall’altra le spese continuano a esserci. «Tante famiglie non hanno neanche i soldi per spostarsi, per poter fare nuovi allacci – riprende il sindacalista – Quando come categoria cambiamo zona, ci è necessario trovare subito fonti di energia elettrica e al momento sono in pochi a potersi permettere di fare questi cambiamenti».

Pochi, pochissimi, anche a Grosseto, dove i giostrai sono costretti ad attendere tempi migliori. I sindacati attendono i ristori promessi dalla Regione per il pubblico esercizio, ma poi? Che aspettarsi? Impossibile ad oggi fare previsione, spiegano dallo spettacolo viandante, che, per il momento, ha trovato almeno un abbraccio caldo da parte dei volontari della Caritas. —

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