Il Tirreno

Grosseto

Covid, 5mila nuovi poveri Dal Coeso aiuti in progetti e prestiti

Francesca Ferri
Covid, 5mila nuovi poveri Dal Coeso aiuti in progetti e prestiti

Nel centro-nord della provincia il 14,7 per cento degli abitanti è seguito dai servizi sociali

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Francesca Ferri

GROSSETO. Il loro cruccio, questo Natale, non sarà dover rinunciare a uscire di casa per consegnare il regalo all’amica o allo zio a causa della zona rossa. Non si lamenteranno di non poter fare shopping fino all’ultimo minuto prima del cenone a causa del lockdown. E non sarà un problema, per loro, non poter andare al cinema, domani, a digerire sulle poltrone davanti all’ultimo cinepanettone il pranzo pantagruelico coi parenti.

Sui 170mila abitanti dei venti comuni dell’area socio sanitaria Amiata Grossetana, Colline Metallifere e Grossetana, fino all’anno scorso c’erano 20mila persone seguite dai servizi sociali del Coeso – Società della salute. Persone alle prese con pochi soldi, o nessuno, con malattia, lavoro che manca, disagio, difficoltà di vario genere. Problemi che accompagnano esistenze già in bilico da tempo, ma anche che si affacciano per la prima volta sulla vita di chi fino a ieri aveva un lavoro regolare, che riusciva a mantenersi con le proprie forze, che era in salute, magari progettava di metter su un’impresa. Vite che il Covid ha sconvolto, fratturato.

Questa schiera di “nuovi poveri” o candidati tali lo stesso Coeso stima siano arrivati, nel 2020, a 5mila persone, portando a 25mila i maremmani bisognosi di aiuto nella zona nord, amiatina e grossetana della provincia. Il 14,7 per cento.

«Il Covid ha modificato alcune condizioni di vita ma non è intervenuto su altre. Gli stessi poveri e sofferenti che c’erano nel 2019 ci sono anche nel 2020», spiega Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso – Sds, consorzio nato per gestire, programmare e integrare i servizi sanitari territoriali, socio sanitari e socio assistenziali tra l’Asl e i comuni che vanno da Montieri all’Amiata, dalle colline a Grosseto.

«A questi assistiti il Coeso dava già strumenti individuali che mettono insieme contributi e progetti per l’autonomia. E non sono cambiati – spiega Boldrini –. Ma con il Covid si sono presentati alla comunità nuove persone in difficoltà dovute al primo lockdown. Persone che hanno smesso di lavorare, per le quali la cassa integrazione è arrivata dopo mesi o che non sono rientrate al lavoro».

A questi nuovi bisogni il Coeso ha risposto da subito, a primavera, prima di tutto con i buoni spesa per tamponare l’emergenza scoppiata su due piedi. Poi con progetti di inclusione per chi percepisce il reddito di cittadinanza dovuto a condizioni sociali, e con il prezioso prestito d’onore.

«Ricordo delle persone che avevano appena messo su una palestra ed erano state subito fermate per la pandemia – dice Boldrini –. Non avevano alcun mezzo per pagare le spese. Il prestito d’onore è servito in casi come questo, un prestito senza cambiali, che puoi restituire col tempo, in soldi o anche in prestazioni, ad esempio in questo caso con corsi di ginnastica per anziani. Il cosiddetto welfare generativo».

Ma l’emergenza non è rientrata e il Coeso ha dovuto tirar fuori ulteriori soluzioni. «In questi mesi – spiega Boldrini – abbiamo ridato i buoni spesa, alimentati da contributi europei del Fondo di solidarietà dell’Ue. A questi si aggiungono l’integrazione all’assistenza domiciliare e i contributi per gli affitti per chi non ce la fa ed è a rischio sfratto». Tre azioni daranno i loro frutti da metà gennaio. In tutto azioni che nel 2020 ammontano a 25 milioni di euro «ma dal 2021 saranno 30 milioni, da risorse Comunali, Fondo sanitario nazionale e progetti del Coeso su bandi anche europei», dice Boldrini. Questi ultimi ammontano a 14 milioni di euro.

Nel frattempo, un altro aiuto è stato schierato: il Coeso ha assunto 16 nuovi assistenti sociali per un totale di 35 assistenti, «ma a breve arriveremo a 46», dice Boldrini. Nuove mani tese a dare aiuto.

Chiunque, tuttavia, può dare una mano. Basta contattare il Coeso in via Damiano Chiesa 12 a Grosseto, 0564 43921, info@coesoareagr.it —

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