Il Tirreno

Grosseto

il falso in bilancio 

Vertici dell’Asl a processo, ma è prescritto

F.G.
Vertici dell’Asl a processo, ma è prescritto

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grosseto. Erano stati rinviati a giudizio con l’accusa di falso in bilancio. Al centro dell’inchiesta del pm Stefano Pizza, erano finiti i conti dell’Asl, tra il 2009 e il 2011. Ma ora, per i nove imputati, vertici dell’azienda sanitaria e collegio dei revisori dei conti, l’incubo è finito con una dichiarazione di non doversi procedere per estinzione per prescrizione. A dichiararlo è stato il giudice Adolfo Di Zenzo, al termine di un processo che, di fatto, non è mai cominciato e che aveva visto cambiare ben quattro pm e due giudici.

Ad essere finiti sotto processo erano stati Fausto Mariotti (difeso da Luciano Giorgi), allora direttore generale dell’Asl 9, Francesco Ghelardi, direttore amministrativo (avvocato Stolzi del Foro di Firenze), Danilo Zuccherelli, direttore sanitario, Daniele Testi (Sghembri e Bertolini, i difensori) direttore gestioni economiche e finanziarie, Maria Teresa Albiani (direttore facente funzioni gestioni economiche e finanziarie) assistita da Romano Lombardi - tutti dirigenti Asl - e Alessandro Andrei (presidente), Gianluca Ancarani e Ilaria D’Andrea - tutti componenti dei collegi dei revisori dei conti difesi dall’avvocato Riccardo Lottini.

Erano stati tre i bilanci finiti nel mirino della Procura dopo lo scandalo dell’Asl di Massa Carrara: fu la stessa Procura a inviare ai colleghi le informative. Per questo i magistrati di via Monterosa che avevano affidato le indagini alla guardia di finanza, decisero di mettere al lavoro un proprio consulente. In ballo c’erano milioni di euro: ma il metodo applicato per la valutazione di quei bilanci - avevano sostenuto i difensori dei nove imputati - che era stato applicato dal consulente della Procura, non poteva essere utilizzato. I parametri infatti, sono cambiati nel 2014: lo stesso metodo, in sostanza, non poteva essere applicato anche ai bilanci precedenti, ovvero quelli che vanno dal 2009 al 2011. Per il bilancio del 2009, i nove imputati erano già stati prosciolti.

Erano poi rimasti in piedi le accuse per i due anni successivi e al centro dell’inchiesta erano finiti i proventi straordinari, ovvero le voci di bilancio che includono quelle poste che possono sopraggiungere durante un esercizio: che possono esserci e possono non esserci, e che vanno comunque previsti. E chiaramente, se arrivano, devono essere spostate altrove, all’interno del conto. Poteva essere sembrata una questione di lana caprina, ma questi proventi straordinari, che erano indicati nei bilanci dell’Asl nel periodo 2009-2011 avevano finito per mettere nei guai i vertici della Asl di Grosseto e il collegio dei revisori dei conti che quei bilanci avevano certificato. Bilanci chiusi in pareggio per effetto di queste operazioni di ingegneria contabile.

Nessuno dei nove imputati che erano stati rinviati a giudizio, aveva deciso all’udienza preliminare di chiedere il rito abbreviato. Tutti e nove avevano scelto il dibattimento, che in realtà non si è ami aperto. La prima udienza infatti era stata fissata per l’11 settembre del 2018, ma uno dei difensori aveva chiesto un rinvio perché era stato bloccato in Giappone da un tifone, a causa del quale il volo di rientro era stato cancellato. Dal 2018, il processo era slittato a maggio del 2020 ma slitta ancora, questa volta a causa del Covid. Intanto però, è intervenuta la prescrizione e il processo, di fatto, non è mai stato celebrato. — F.G.

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